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Vicenza, aria pessima. Resta il divieto per camini e stufe

È di carattere urgente e temporaneo l’ordinanza che posticipa al 29 febbraio, a Vicenza, il divieto di utilizzo di camini e stufe a basso rendimento energetico, firmata ieri dal sindaco Achille Variati. Vicenza come è noto, è purtroppo tra le città italiane più inquinate, al terzo posto in una recente statistica nazionale nella quale è superata da Frosinone e Pavia.  Negli ultimi dieci giorni, inoltre, è stato calcolato un costante e pericoloso superamento del valore soglia, pari a 100 microgrammi, che definisce l’aria “pessima”, con il dato raggiunto il 28 gennaio, che ha rilevato un valore di 140 microgrammi. Il provvedimento potrà essere modificato o sospeso anticipatamente, in caso di cambiamento delle condizioni atmosferiche. L’ordinanza completa è disponibile a questa pagina.

L’ordinanza, che riprende il provvedimento emesso lo scorso dicembre, vieta ai cittadini l’uso di apparecchi per il riscaldamento domestico funzionanti a biomassa legnosa, nel caso siano presenti altri impianti per il riscaldamento alimentati con altri combustibili ammessi (come il metano), appartenenti alle categorie camini aperti, a meno che questi non siano usati solo per la cottura di cibi. Si vieta anche l’uso di camini chiusi, di stufe e di qualunque altro tipo di apparecchio domestico alimentato a biomassa legnosa (se, nella stessa unità abitativa, è presente un impianto termico a combustibile tradizionale o a pompa di calore) che non garantisca un rendimento energetico maggiore o uguale al 63% ed un valore di emissione di monossido di carbonio (CO) inferiore o uguale a 0,5% in riferimento ad un tenore di ossigeno (O2) del 13% riferito a gas secchi a zero gradi centigradi e a 1,014 bar (a meno che non siano impiegati solo per la cottura di cibi). Il valore del rendimento energetico è, di solito, precisato sul libretto di istruzioni fornito dal venditore. Nel caso mancasse, sarà ritenuta valida la certificazione rilasciata dal venditore o dalla casa costruttrice, suscettibile di verifica.

Anche per quanto riguarda le temperature da tenere in casa, valgono gli stessi valori indicati nell’ordinanza di fine 2015, vale a dire il limite di 19 gradi centigradi per gli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e simili, e a 20 gradi per tutti gli altri edifici. Queste soglie non valgono per le case di cura, di riabilitazione e di riposo, per gli ambulatori medici, per le scuole per l’infanzia e di primo e secondo grado, per le abitazioni che ospitano ammalati, per le persone con più di 65 anni di età e i bambini fino all’età di 5 anni.

Passando, poi, alle indicazioni riguardanti i veicoli, resta in vigore l’obbligo di spegnere i motori degli autobus quando stazionano al capolinea, i motori dei veicoli merci durante le fasi di carico e scarico e delle auto, nel caso di soste che si prolungano per più di un minuto, in corrispondenza di particolari impianti semaforici e di passaggi a livello. La cittadinanza è anche invitata ad usare il meno possibile l’automobile in città, privilegiando i mezzi pubblici. Per alimentare i veicoli, poi, “è preferibile – si legge nell’ordinanza – usare carburante a minor impatto ambientale (gasolio a basso tenore di zolfo, gasolio bianco, gpl, gas metano). Le aziende di trasporto pubblico locale e privato sono invitate a privilegiare l’uso di mezzi a minore emissione e le imprese ad effettuare ogni intervento possibile per garantire un’elevata efficienza e manutenzione degli impianti posti a presidio delle fonti inquinanti, in particolare per ridurre le emissioni in atmosfera, sensibilizzando gli operatori ad usare veicoli a ridotto impatto ambientale”.

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