lunedì , 26 Aprile 2021

Unioni civili, in piazza per una legge moderna

Alcune centinaia di vicentini ieri pomeriggio si sono riversate in Piazza dei Signori, come del resto è avvenuto in tutta Italia con il flash mob “#svegliatitalia”, a sostegno del testo di legge Cirinnà, in via approvazione in Parlamento, sulle unioni civili. Arriverà in Senato il 28 gennaio ed il Paese in questi giorni sta facendo sentire la sua voce a favore di questa che sembra una elementare e dovuta conquista di civiltà. L’Italia è infatti l’unica nazione europea a non avere una normativa in proposito, dove cioè non esite alcun diritto per una coppia omeossuale ad esempio, ma anche semplicemente una coppia eterosessuale che per sua convinzione non desidera sposarsi.

Ieri dunque giornata di mobilitazione da parte della galassia lgbt ( ovvero lesbian, gay, bisexual, transgender)ma in generale di tutti coloro che hannao a cuore i diritti civili e il rispetto per i diritti di tutti, a prescindere dall’orientamento sessuale. Naturalmente, le più grandi manifestazioni sono state quelle delle grandi città, Milano in particolare, a dispetto dell’illuminazione del Pirello con la scritta Family day voluta dal presidente della Regione Maroni. Eh già, perché incombe anche quella sorta di risposta che sta preparando il mondo ecclesiastico, vale a dire questo giorno dedicato alla famiglia tradizionale (e di rifiuto per tutto ciò che non è allineato) che sarà celebrato il 30 gennaio.

Tornando alla manifestazione di ieri, vi hanno partecipato molti soggetti della vita politica e sociale vicentina. Presenti le associazioni, i sindacati soprattutto la Cgil di Vicenza che ha sottolineato “l’importanza del sostegno al disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili, che rappresenta un passo avanti che non deve essere oggetto di ulteriori mediazioni, in particolare per quanto riguarda l’adozione del figlio del partner”. Parecchi anche i volti noti del Pd, come la senatrice Rosanna Filippin, la deputata Daniela Sbrollini e i consiglieri regionali Alessandra Moretti e Stefano Fracasso. Il Movimento 5 Stelle era presente con Daniele Ferrarin, consigliere comunale di Vicenza.

“Sono qui – ha sottolineato Rosanna Filippin – non tanto per ribadire il mio impegno sul tema: quello l’ho fatto e continuerò a farlo in Senato perchè si arrivi finalmente al traguardo. Ci sono soprattutto per unire la mia voce a quella di tanti altri che, come me, chiedono all’Italia di imboccare con decisione una nuova strada per i diritti civili. Una strada che non vuole togliere niente a nessuno, ma solamente garantire i giusti diritti a tutti, anche a chi fino ad oggi se li è visti negare”.

Completamente assenti infine gli esponenti politici del centro destra, mentre l’estrema destra, nello specifico Forza Nuova, durante la notte precedente, aveva esposto nel centro storico di Vicenza, uno striscione con la scritta “No alle unioni incivili no Ddl Cirinnà” ribadendo la propria contrarietà a qualsiasi concessione alle unioni civili. Forza Nuova giustifica la sua posizione distinguendo i diritti fondamentali da quelli accessori. “I primi – spiega il segretario vicentino del gruppo, Daniele Beschin -, come l’integrità fisica, la libertà o l’educazione, sono attribuiti ad ogni persona in quanto tale. I diritti accessori invece sussistono in determinate circostanze, come per esempio il diritto al voto compiuti i diciotto anni. Agli omosessuali è quindi negato il diritto di coniugio, perchè incapaci giuridicamente di contrarre matrimonio, che ricordo essere un istituzione che prevede per sua stessa natura complementarietà sessuale, procreazione ed educazione dei figli”.

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