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Tav a Vicenza, confusione totale?

In riferimento al campus Tav, dopo il sito definito “pregiato” di strada Carpaneda, l’area ex Lanerossi ed altre idee stravaganti in aree già urbanizzate, spunta ora l’idea della zona di Cà Balbi a Vicenza Est. Cosa c’entra il campus Tav a Vicenza est con i lavori che si svolgeranno da Verona al “bivio Vicenza” di Altavilla? Siamo al limite dell’assurdo! 120 chilometri tra andata e ritorno ogni giorno di uomini, mezzi e materiali, una massa di circa 600 persone in movimento per un periodo previsto di oltre 10 anni (sic !?) con tutti i nessi legati al traffico ed ai conseguenti disagi per i cittadini, al solo scopo di spingere ed assicurare il futuro passaggio Tav in centro città, passaggio che va contro ad ogni più logico e semplice ragionamento. Ma sull’eventuale ritorno alla ragione mi sono già espresso.

Ed allora mi permetto di suggerire alcune proposte provocatorie. Per esempio, perché non concedere l’intero spazio di Campo Marzo, così vicino alla ferrovia, visto che, attualmente, non è fruibile dai cittadini, né di giorno, né tantomeno di sera e di notte? Oppure il futuro Parco della Pace che, se mai vedrà la luce, sarà destinato ad una discarica a cielo aperto a fronte di una spesa superiore ad 11 milioni di euro? Provocazioni, certo, ma da questa Amministrazione ( in pratica il solo Sindaco e Presidente di quella Provincia che si doveva eliminare … ) ci si può aspettare di tutto. Contrariamente a quello che si dovrebbe fare, ad esempio rendere la città più sicura, come per magia si pensa di avere risolto il problema spostando l’Assessorato competente dal centro a viale Milano!

Oppure, relativamente alla viabilità, perché non sistemare, ad esempio, la disastrata via IV Novembre dove i ciclisti sono costretti a fare gimkane per tenere l’equilibrio? Od ancora pensare di eliminare tutte quelle muraglie in mezzo alla strada nell’incrocio di viale X giugno e di istituire una rotatoria? O inoltre perché non rimuovere gli assurdi ostacoli frapposti alla libera circolazione in via Biron di Sotto dove, in 800 metri di percorso, ci sono ben 12 inconcepibili ostacoli alcuni dei quali non conformi al codice della strada e dove la stessa Polizia stradale si è espresse negativamente? E tante altre piccole cose comuni ma di grande utilità per i cittadini.

Alcuni opinion leader vicentini pensano di fare le cose in grande, più o meno legate agli interessi loro e delle associazioni/enti che rappresentano ma invito a riportare i piedi per terra Variati, De Berti, Ciambetti, Magnabosco, Ceron, Cecchetto, Catagini, Dalla Pozza, Martelletto, Travaglini, De Stavola e di tornare alla ragione riconsiderando che il passaggio della Tav in città non è assolutamente “fondamentale” come da loro affermato. Anch’io considero importante la Tav ma deve essere solo ed esclusivamente una linea ad alta velocità, esterna alla città e collegata a questa da due bivi, uno dei quali fa già parte del progetto definitivo (bivio Vicenza) che permetteranno ad alcune “Frecce” di servire la città ed i vicentini nell’attuale stazione di viale Roma, stazione che non dovrà essere assolutamente nemmeno toccata.

Illogiche soluzioni come quelle proposte, saranno spreco di tempo, denaro, territorio, e se Rfi si presta a possibilità di deviazioni del tracciato per evitare questa o quella fabbrica (per salvare giustamente posti di lavoro), otterremo fotocopia delle ferrovie sarde: poi lo si farà anche per non abbattere altri edifici lungo il resto del percorso? Alla faccia dell’alta velocità! Tutto ciò si eviterebbe senza varianti con la soluzione del passaggio a SUD per il quale non ci sarebbero ostacoli di alcun genere. Insistere sull’attuale soluzione interna alla città non serve a Vicenza ed a i vicentini e verrà sicuramente cancellato dal voto dei cittadini tra poco più di due anni, visto che i nostri decisori politici si preoccupano tanto di terreni, aree dismesse, compensazioni di vario genere e, da tanto tempo, si sono volutamente e colpevolmente dimenticati delle 80 e più abitazioni, strutture, enti, capannoni, che verranno distrutte dal loro bieco cinismo. Non ne parlano mai, vogliono in questo modo adombrare la problematica e, magari si stanno convincendo di avercela fatta. Ma i cittadini, non solo quelli purtroppo interessati, non dimenticheranno.

Luigi Damian

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