Veneto

Quella vecchia usanza del riciclo in politica…

Una delle più discutibili abitudini della politica italiana è al centro di un botta e risposta a distanza tra due consiglieri regionali veneti, anzi due capigruppo. Sono Nicola Finco e Jacopo Berti, rispettivamente alla guida dei gruppi della Lega Nord e del Movimento 5 Stelle. Quanto invece alla discutibile abitudine, ebbene è quella di riciclare in enti di vario tipo i trombati della politica. Ci scusiamo per il termine forse troppo pittoresco, ma rende bene l’idea e… i personaggi. Insomma, in Italia si sa bene che è ampiamente praticata, nella stanza dei bottoni, l’usanza di “sistemare” i non eletti, o i non più presentabili, con cariche dirigenziali in enti o fondazioni senza che ne abbiano i titoli né alcuna esperienza specifica.

Nicola Finco
Nicola Finco

Ed ora il motivo del contendere è Veneto Sviluppo, nel cui Cda, secondo Jacopo Berti, Zaia avrebbe appunto messo alcuni esclusi dalla politica. Più precisamente, a margine della votazione  in aula per il Cda Berti aveva dichiarato: “Zaia è specializzato nel procurare una poltrona agli esclusi dalla politica”. Finco però non ci sta ed arriva la sua risposta. “Con che faccia – è la domanda (retorica) di Finco – Berti accusa Zaia di aver messo degli esclusi dalla politica nel Cda di Veneto Sviluppo? I nomi proposti dai grillini in Commissione, e non ammessi al voto in aula perché privi di requisiti, son forse anime belle? O escono da meet-up cinquestelle o dall’attivismo locale? Al capogruppo Berti, che ha ammesso la propria inesperienza amministrativa tanto da sbagliare a votare in aula, dico che oltre a poca perizia ha anche poca memoria, o sicuramente scarsa coerenza”.

Jacopo Berti
Jacopo Berti

“Al di là del fatto – continua il consigliere leghista – che tutti i nominati nel Cda di Veneto Sviluppo sono candidati con i requisiti professionali necessari, al contrario di quelli (bocciati in Commissione) del Movimento 5 Stelle, vorrei sfidare Jacopo Berti a rivelare pubblicamente nomi e curricula da lui depositati per gli incarichi nella finanziaria regionale. Perché non sono affatto verginelli della politica. Peccato che non avessero i requisiti perché i loro nomi giungessero in aula, e son stati bocciati già in Commissione”.

“Caro collega Berti – conclude Finco – smetti di recitare una parte, l’istituzione regionale è una cosa seria, non siamo alle battute da commedia. Ti ricordo, come ti direbbe la tua amica sindaca di Quarto, Rosa Capuozzo, che ‘cca nisciun è fess. E che chi accusa un avversario, non deve avere alcuno scheletro nell’armadio, né alcun candidato attivista escluso da elezioni e ripescato, come nomina grillina, in qualche Cda”.

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