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Tav a Vicenza, c’è nebbia in Val Padana…

Giusto un anno fa, il sindaco di Vicenza, a proposito dello studio di fattibilità della Tav, dichiarava che “O così o non se ne fa niente”, salvo poi comunicare, l’8 dicembre 2015, che ci sono allo studio addirittura cinque varianti progettuali. Lo scorso 6 gennaio, il sindaco affermava che “l’insediamento del cantiere in strada Carpaneda, comporterà sicuramente qualche criticità, soprattutto dal punto di vista viabilità” aggiungendo quindi che “sarà necessario capire in che modo influirà la movimentazione dei macchinari” e che saranno poi fornite informazioni precise, lasciando intendere che la l’accordo fosse già stato fatto in questo modo, salvo poi bocciare il tutto sei giorni dopo, dicendo che “il campo base Tavnon si può fare in strada Carpaneda perché ci sono troppe criticità”.

Nello stesso giorno si riunisce la commissione territorio. A differenza delle precedenti riunioni, il sindaco si guarda bene dal partecipare. La convocazione era stata fatta dieci giorni prima con, all’ordine del giorno: Stesura osservazioni al progetto definitivo 1° lotto funzionale Verona – bivio Vicenza. Osservazioni al progetto vero e proprio ne abbiamo sentite ben poche. La riunione si è incentrata quasi esclusivamente sul maxi campus Tav di strada Carpaneda, per arrivare alla conclusione che li non si può fare, con l’intento di cercare altri siti prendendo pure in considerazione l’area ex Lanerossi, senza ricordare che il Piruea di circa dieci anni fa, non era stato portato avanti per le problematiche viabilistiche che avrebbe generato nella zona.

E poi mi chiedo perché il maxi campus Tav deve trovare collocazione nella città di Vicenza quando il progetto definitivo riguarda la tratta Verona – Altavilla? Ci sarà pure un sito in qualche posto disabitato più idoneo e confacente alla tratta in questione. Reti ferroviarie italiane nutre seri dubbi sull’attraversamento cittadino in affiancamento alla linea storica, (vedi sito Rfi) ma il sindaco, pur di mettere la sua firma su qualcosa di eclatante, e lasciare un segno del suo periodo al comando della città, la vuole a tutti i costi ed è disponibile a concedere lo spazio per un’altra mostruosità pur di arrivare a quella conclusione distruttiva che porterà interessi elevatissimi ai pochi “soliti noti” mettendo letteralmente in ginocchio ed all’angolo tutti gli altri cittadini.

Il sindaco si troverà la strada spianata per un futuro incarico romano e noi, comuni cittadini, a dimenarsi per 10 (previsti… ) 20 o forse 30 anni per un’opera che, con il progetto iniziale per cui è nata (Tav) non ha nulla a che fare e che si dimostrerà assolutamente inutile. Tempo fa auspicavo di tornare alla ragione. Ho perso questa speranza, ma resto fiducioso sui tecnici ferroviari che, da sempre, hanno in mente il più logico, economico, meno invasivo e sicuramente più utile, passaggio a sud parallelo all’autostrada, per lo meno per il fatto che, solo così si conserveranno quelle caratteristiche di alta velocità per cui era stata pensata.

Luigi Damian

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