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La Giornata della Memoria a Vicenza e in provincia

Si celebra, ovunque nel mondo, il 27 gennaio, la Giornata della memoria, In Italia la ricorrenza è stata istituita dal Parlamento nel 2000 e, nel nostro Paese come altrove, con essa si vuole ricordare lo sterminio e le persecuzioni, nei campi nazisti, del popolo ebraico, ma anche di Sinti, Rom, disabili, Testimoni di Geova, omosessuali, oppositori politici. Il 27 gennaio 1945 infatti le truppe sovietiche dell’Armata Rossa arrivarono ad Auschwitz e aprirono i cancelli del campo di sterminio.

Nella nostra provincia sono molte le iniziative “per non dimenticare”, e per altro, come avviene in molte altre zone, non riguardano la sola giornata del 27 ma si può dire l’intero periodo di un paio di settimane almeno a cavallo tra i mesi di gennaio e febbraio. Fitto il programma della città di Vicenza, che si protrarrà fino al 13 febbraio, organizzato dagli assessorati alla crescita e alla partecipazione e dall’ufficio pari opportunità. Data la notevole quantità di iniziative previste nel capoluogo berico, le abbiamo raccolte in questa pagina che proponiamo al lettore.

Enrico Vanzini
Enrico Vanzini

Per quanto riguarda la provincia, iniziative sono previste un po’ ovunque, da Bassano, ad Arzignano ed in tutti i principali centri del vicentino. Da segnalare quelle di Marano che in questi giorni, fino al 7 febbraio, propone in Biblioteca civica la mostra “Per dare futuro alla memoria” nella quale si ripercorre, con parole e fotografie la storia dell’olocausto e delle persone imprigionate nei lager. Sempre a Marano Vicentino, sabato 30 gennaio alle 11, presso l’auditorium comunale, la compagnia Controscene terrà un reading teatrale dal titolo “I ragazzi di Terezin”.

Partendo dalle pagine dei libri “Il requiem di Terezin” di Josef Bor e “La repubblica delle farfalle” di Matteo Corradini viene raccontata, sotto forma di reading e messa in scena, la straordinaria forma di resistenza che un gruppo di ragazzi ha messo in atto contro l’oppressione delle SS. Ogni sera questi ragazzi si raccoglievano di nascosto per creare un giornale che metteva insieme le notizie del momento: gli arrivi, le partenze verso l’ultima destinazione, ma anche poesie, disegni, interviste. L’iniziativa è promossa dalla Cooperatica culturale Cinema Campana.

Venerdì 5 febbraio invece, alle 11, sempre all’auditorium di Marano Enrico Vanzini incontra i ragazzi. Enrico Vanzini, prigioniero dei tedeschi dopo l’8 settembre, fu inviato a Ingolstadt in Germania a lavorare. Tentò la fuga ma ripreso venne condannato a morte a Buchenwald, pena in seguito commutata con l’internamento nel campo di concentramento a Dachau. Sopravvissuto ai lavori forzati e al campo di concentramento nazista, fu costretto a lavorare alla camera a gas e ai forni crematori di Dachau, diventando testimone dell’orrore nazista. È l’ultimo italiano appartenente al Sonderkommando ancora vivente.

Da sottolineare infine un altro aspetto, ovvero il fatto che soprattutto quest’anno sembra si voglia mettere in rilievo anche la necessità di ricordare anche altri stermini oltre a quello nazista, che comunque resta il punto più basso toccato dall’umanità nella sua storia. particolare rilievo viene dato in alcune iniziative al genocidio del popolo armeno, perpetrato dall’allora Impero Ottomano agli inizi del ‘900. Questo tragico evento, nel quale furono sterminate centinaia di migliaia di persone innocenti, viene ricordato nella rassegna Venerdì Storia, di Bassano del Grappa, ed in alcune altre iniziative.

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