giovedì , 29 Aprile 2021

Il “Gabbiano” di Cechov al Teatro Comunale di Vicenza

Continua con il “Gabbiano” di Anton Cechov la programmazione della stagione di prosa del Teatro Comunale di Vicenza continua con “Gabbiano”. L’appuntamento con questa nuova produzione LuganoInScena, di cui Carmelo Rifici firma la regia e l’adattamento, in collaborazione con Fausto Malcovati, è per il 2 e il 3 febbraio, alle 20.45. L’opera, in quattro atti, vede tra gli interpreti il giovane Fausto Russo Alesi. Le scene sono di Margherita Palli, i costumi di Margherita Baldoni, le musiche di Zeno Gabaglio e le luci di Jean-Luc Channonat.

“In questa versione del dramma di Cechov – si legge in una nota di presentazione dell’evento -, Rifici ha affrontato il grande classico, mescolando la dimensione onirica del testo con un gioco di rimandi tra realtà e finzione. In questo Gabbiano, il dramma è stato concepito intorno al desiderio dei personaggi di essere quello che non sono, e quindi fragili e inconsistenti come i gabbiani di carta appesi nelle quinte teatrali. Questi personaggi, quasi sempre tutti in scena, parlano recitando, scontenti, infelici, grotteschi, impersonando dei mediocri senza talento, prigionieri dei loro sogni, vivono in un perenne stato onirico, su un ideale palcoscenico”.

La prima rappresentazione del dramma cechoviano, andata in scena nel 1896, fu un disastro. Due anni dopo l’opera fu poi ripresa, con grande successo, da Stanislavskij. La vicenda si svolge nella tenuta, sulle sponde di un lago, di Piotr Nikolaevic Sorin, dove sono riunite diverse persone che si interrogano sul loro presente e sul loro incerto futuro, come accade, anche se in diversi contesti, in altri lavori di Cechov. Nella tenuta si trovano la sorella di Sorin, Arkadina, famosa attrice ormai in declino, che vi è giunta col suo amante, il romanziere Trigorin, e Kostja, il figlio della donna, che nel suo impeto giovanile vuole dare vita a un’innovativa forma teatrale. Ancora, Nina, l’amata musa di Kostja, che darebbe la vita per fare l’attrice, il maldestro maestro elementare Medvedenko, innamorato di Masa, figlia del tenente in congedo Samraev, amministratore della tenuta, la quale ama, non corrisposta, Kostja. Per finire, c’è il medico Eugenij Sergeevic Dorn.

La storia è quella di un giovane teatrante, pieno di dubbi sulla necessità del fare teatro, di un famoso scrittore, che si interroga sulla necessità o meno di scrivere, di una giovane ambiziosa, di una donna di successo che non sogna, di un’umanità che desidera essere personaggio e di personaggi che si specchiano in un lago, che mostra la loro misera umanità. E Rifici fa esprimere la disillusione di tutti questi protagonisti in proscenio, confessando le ragioni del loro fallimento direttamente al pubblico. “Gabbiano – ha spiegato il regista – è un testo misterioso, perché mostra un’umanità, una famiglia che non riesce mai ad essere sincera e che, per riuscire a convivere, deve mentire e immaginarsi di essere qualcosa che non è”. Info e biglietti sul sito www.tcvi.it.

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