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Tav a Vicenza

Campus Tav a Carpaneda, timori anche a Creazzo

Continuano a levarsi voci contrarie nei confronti della realizzazione, alle porte di Vicenza, del cosiddetto campus Tav e della cittadella cantiere che dovrebbe ospitare per otto anni la sede operativa delle grandi opere pubbliche del progetto per il passaggio dal vicentino dell’Alta Velocità Alta Capacità ferroviaria. Questa cittadella dovrebbe sorgere nella zona di Carpaneda, coprendo una superficie di nove ettari di terreno o, come si fa notare, pari a tredici campi da calcio. Una realizzazione imponente dunque, che sarebbe destinata ad ospitare uffici, laboratori, mense, dormitori, campi sportivi, spogliatoi, infermeria e 360 parcheggi.

Veronica Rigoni
Veronica Rigoni

Dopo i comitati spontanei di cittadini di Vicenza, come il Comitato Pomari, anche a Creazzo, comune limotrofo all’area e per questo interessato, si comincia ad avere dubbi e preoccupazioni, che nascono soprattutto dal fatto che l’area di Carpaneda è ormai l’ultima vera zona rurale rimasta sul territorio di Vicenza e dintorni. E’ adesso infatti Veronica Rigoni, consigliere comunale di Creazzo nel cuore, che interviene parlando di “una forte preoccupazione che c’è in tutta l’area di Vicenza ovest”.

“Sono personalmente favorevole alla Tav – sottolinea Rigoni -, ma contraria alla cementificazione dell’ultima area verde della zona. Carpaneda è puntualmente presa d’assalto per progetti e interventi, malgrado costituisca una delle poche aree rurali ancora incontaminate. Appena 18 mesi fa abbiamo ricevuto, con una raccolta di firme, il sostegno di migliaia di persone per chiedere al sindaco di Vicenza di non insediare un campo nomadi, e ci siamo riusciti. Oggi si presenta un nuovo pericolo: quello di vedere occupate, cementificate e svendute le terre che costituiscono un polmone verde per i residenti in Strada della Carpaneda, nelle aree limitrofe di Vicenza Ovest e Creazzo, che già convivono da anni con altre situazioni di degrado sociale e ambientale come la prostituzione, le discariche abusive, la criminalità, l’assenza di una rete fognaria, allagamenti e problemi di viabilità”.

Invece di risolvere i problemi esistenti – continua la consigliera -, ora si assiste ad una politica miope e distratta a tal punto da aggiungerne altri.  Come già accaduto qualche mese fa, anche oggi, siamo pronti a promuovere ogni iniziativa di sensibilizzazione per tutelare queste campagne da interventi folli e innaturali. Sono decine le aree più idonee, abbandonate e già cementificate da poter utilizzare allo stesso scopo: ex area Sartori e hotel Europa, solo per citarne alcune. C’è da augurarsi che prevalga il buon senso, in caso contrario faremo tutto ciò che è in nostro potere per difendere, ancora una volta, la Carpaneda”.

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