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Bufera sul calcio. Fuorigioco tocca anche Vicenza

Nuovo scossone nel mondo del calcio. Davvero sembra non esserci pace in Italia su questo fronte, con inchieste ed illeciti che ormai vengono fuori ogni anno. I giornali nazionali, nelle loro versioni online, già oggi ne sono pieni. Stavolta, dirigenti di quasi tutte le società di serie A e serie B sono finiti sotto la lente d’ingrandimento della magistratura, per la precisione della Procura di Napoli, assieme ad alcuni calciatori e a procuratori. Gli indagati sono 64, ed anche il calcio vicentino è chiamato in causa dato che nell’elenco ci sono i nomi degli ex presidenti del Vicenza Calcio Sergio Cassingena e Massimo Masolo, e dell’attuale amministratore delegato Dario Cassingena.

Sono in buona compagnia comunque, e parliamo di personaggi di primo piano come Adriano Galliani, Aurelio De Laurentiis, Claudio Lotito, Andrea Della Valle, Jean Cluade Blanc, Alessandro Moggi, Maurizio Zamparini. Gli illeciti contestati oggi sarebbero comunque di natura fiscale. Non per questo meno gravi, intendiamoci, tuttavia diversi dal più meschino, almeno per i tifosi, mercato di compravendita di partite a cui abbiamo assistito in passato, nei vari episodi del calcio scommesse. Evasione fiscale e false fatturazioni, di questo si parla adesso nell’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza e denominata “Fuorigioco”. Quello che è emerso è un sistema di fatturazione illecito sulle compravendite dei calciatori, il cui fine non era altro che il solito pagare meno tasse.

In queste ore, naturalmente, gli indagati si difendono, in vario modo e con dichiarazioni e precisazioni di vario tipo. Anche la società Vicenza Calcio è subito intervenuta con un comunicato stampa nel quale si evidenzia “che le fatture del procuratore sportivo Alessandro Moggi si riferiscono ad attività di intermediazione del tutto lecita disciplinata dal regolamento agenti nell’ambito del trasferimento del calciatore Matteo Paro. Esse derivano dall’emissione di due fatture da parte dell’agente per un importo complessivo di 4.100 euro”. La società precisa inoltre che “nessun provvedimento disciplinare o di qualsivoglia altra natura potrà derivare nei confronti della società”.

Quanto agli interessi… di chi non ha interessi, ma solo passioni, ovvero tutti noi, possiamo registrare l’intervento odierno di Asso-consum, associazione per la difesa dei consumatori degli utenti e dei cittadini, legittimata ad intervenire perchè quando andiamo allo stadio o vediamo una partita su un canale a pagamento siamo i clienti consumatori di quel grande comparto economico che è il calcio, un po’ troppo spesso sotto accusa da molti anni a questa parte. Asso-consum ha infatti subito presentato un esposto alla procura della Repubblica di Napoli in merito all’operazione “Fuorigioco” .

L’associazione chiede di verificare: se le prestazioni di intermediazione dei procuratori dei calciatori fossero precedute da regolari contratti, se tali contratti avessero un visto di congruità da parte degli uffici della società o da enti terzi, se la normativa tributaria vigente nel momento delle operazioni permettesse l’ammissione del pagamento delle ritenute fiscali e, infine, se le banche che hanno effettuato i pagamenti hanno segnalato o meno alle autorità l’anomalia del passaggio sui conti off-store. “Basta – ha intimato il presidente di Asso-consum Aldo Perrotta – con queste alchimie finanziare del calcio. Il mondo del calcio non può rimanere fuori dal rispetto delle norme a cui devono adempiere tutti i restanti cittadini. Siamo pronti, in caso di rinvio a giudizio degli indagati, a costituirci parte civile”

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