Bacino di Caldogno, Variati: “Opera fondamentale”

Atteso da tempo, almeno dal 2010, l’anno dell’ultima grande alluvione a Vicenza, il bacino di laminazione di Caldogno è realtà, sebbene per ora solo in parte. Lo sarà poi in modo completo, con l’apertura anche del secondo bacino, nel prossimo mese di settembre. In caso di forti piogge e di rischio allagamenti, la nuova struttura potrà accogliere l’acqua in eccesso evitando il peggio non solo a Caldogno ma anche a tutta l’area a valle, a cominciare dalla città di Vicenza, oltre a non poco territorio padovano.

E proprio a Vicenza, naturalmente, la soddisfazione è grande, e la presenza e le parole dette dal sindaco Variati alla inaugurazione di oggi lo hanno testimoniato. Accompagnato dall’assessore vicentino alla progettazione e sostenibilità urbana, Antonio Dalla Pozza, il sindaco e presidente della provincia ha esortato: “Ora avanti tutta con le opere che mancano”. Oltre al presidente della Regione, Luca Zaia, che ha inaugurato la nuova struttura, come diciamo in altra pagina del giornale, e all’assessore regionale al territorio, Gianpaolo Bottacin, erano presenti questa mattina anche il presidente della provincia di Padova, Enoch Soranzo, e il sindaco di Caldogno Marcello Vezzaro.

“Come si fa con gli sms – ha detto Variati rivolgendosi a Luca Zaia – mi sento di inviarti due faccine sorridenti. Una, perché quest’opera fondamentale per la difesa idraulica del territorio vicentino è finalmente realtà, malgrado i tempi lunghi che soltanto il legislatore può correggere in caso di lavori così importanti per una comunità. Due, perché la Regione è d’accordo con noi sulla necessità di realizzare anche le altre opere che ancora mancano per mettere definitivamente in sicurezza il Vicentino. Dal bacino di viale Diaz in città a quello dell’Orolo a Costabissara, dall’invaso del Tesina fino a quello dell’Astico, solo per citare alcuni degli interventi decisivi, l’ordine deve essere uno solo: avanti tutta. Quando succede una disgrazia come quella del 2010, gli amministratori hanno il dovere di fare l’impossibile perché non si ripeta mai più. E queste opere vanno nella direzione giusta”.

Da segnalare anche il commento del consigliere regionale del Pd Stefano Fracasso, che  ha partecipato all’inaugurazione di questa mattina. “Vedere – ha detto – che gli interventi di difesa idraulica proseguono è motivo di soddisfazione. Questo intervento, nello specifico, è strategico per garantire maggiore sicurezza alla città di Vicenza e non solo. Ora è importante non fermare il percorso avviato. La difesa del suolo deve rimanere una priorità, alla quale va posta la giusta e necessaria attenzione: a partire dal bilancio regionale di quest’anno, ma più in generale attraverso un’azione prolungata negli anni”. Ricordiamo, in conclusione, che oggi a Caldogno è stato inaugurato il bacino a monte. Quello a valle, che completerà l’intervento, dovrebbe essere concluso entro settembre di quest’anno. L’imponente opera di difesa idraulica è costata 41 milioni di euro, l’invaso ha una capacità di 3,8 milioni di metri cubi d’acqua e si estende su 106 ettari pari a 150 campi da calcio.

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