sabato , 16 Ottobre 2021

Le visioni in danza dei Momix a Vicenza

Venerdì 4, sabato 5 e domenica 6 dicembre al Teatro Comunale di Vicenza si celebra il trentacinquesimo anniversario della compagnia Momix con lo spettacolo “W Momix Forever”, una vera e propria rivisitazione delle migliori creazioni di Mister Mo, ovvero Moses Pendleton, un genio del teatro fisico capace di far vivere sul palco, attraverso il corpo di ballerini e l’utilizzo suggestivo di luci, visioni estatiche legate alla magnificenza della vita. Il sipario si apre su un cielo stellato, una Via Lattea tangibile, in cui tre dolci Pleiadi dall’abito luminoso ruotano in vortice con due tubi incrociati ad X: sono le stelle che pulsano nell’universo, astri vivi che girano su se stessi con effetti cosmici. Lo spettatore estasiato si perde nel fluido di questo attimo rotante e si sente pure lui una monade immersa in un magma primordiale.

In quest’atmosfera rarefatta arrivano i “dream catcher”, i cacciatori di sogni, sospesi su una struttura che oscilla in più direzioni come se fosse un pianeta che orbita nel cielo stellato. L’aerodinamica si fa più complessa ed entrano in campo degli esseri simili a spugne arancioni che si rivelano essere poi delle ballerine, degli esseri botanici che sbocciano per la primavera. A intervallare il clima suggestivo intervengono due cowboy dalla “long leg” che, armati di una prolunga solo su una gamba, ruotano intorno ad essa come se fosse un perno e cavalcano lungo il palco. Nei “Baths of Caracalla” le danzatrici diventano improvvisamente delle sbandieratrici con il loro lungo abito bianco e i loro movimenti oscillanti catalizzano ogni attenzione fino a ipnotizzare il pubblico. Tre uomini, simili a guerrieri antichi, usano le lance per effettuare un gioco di acrobazie dal nome “Pole Dance”.

Una delle novità di questo spettacolo, una nuova creazione di Mister Mo, è “Light Reigns” in cui il sipario si tinge di luci pieghettate dove i corpi risaltano come milioni di pixel. In questa profusione di colori il movimento dei tappeti che assorbe la luce diventa un espediente per divertirsi con le forme geometriche fino al costituirsi di un ammasso di “carta” stropicciata sorretto all’interno dai ballerini. Il richiamo allo sposalizio prosegue con “Frozen Awakening” in cui una donna balla con se stessa, complice uno specchio convesso in cui il gioco di gambe e braccia si duplica come se le danzatrici fossero due e non una. Il corpo nudo è in grado di costruire forme solo di riflesso e così delle braccia isolate nel buio della sala riescono a creare immagini fantastiche. Infatti, illuminate dai led, le nostre parti del corpo possono sembrare voli di gabbiano.

Dopo un esercizio con il tavolo e una danza con dei palloni che alla fine volano via, la serata si conclude con “If you need somebody” in cui la compagnia balla con pupazzi “animati” dal corpo stesso dei danzatori. Questo spettacolo che è un viaggio lungo due ore attraverso mondi fantastici, meraviglie naturali, misteri dello spazio e cartoni animati rivela ancora una volta la genialità di Mister Mo.

Camilla Bottin

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