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Vicenza, stato di agitazione in Camera di commercio

Camera di commercio di Vicenza alle prese con un braccio di ferro sindacale che ha già portato ad uno stato di agitazione, proclamato oggi dal sindacato autonomo Usb (Unione sindacale di base). “Negli ultimi anni – spiega una nota di Usb in proposito – il personale della Camera di commercio vicentina è stato progressivamente ridotto e, a causa di vincoli di legge, non può essere reintegrato. Parallelamente, però, sono cresciute le competenze e i compiti affidati all’ente, e questo ha comportato un maggior carico di lavoro per i suoi dipendenti. Questo maggior impegno richiesto ai lavoratori potrebbe essere riconosciuto grazie ai Progetti di miglioramento dei servizi, previsti dal contratto nazionale di lavoro, che mettendo a disposizione delle risorse, rappresentano una possibilità per migliorare i servizi alle imprese”.

L’attuale orientamento dell’amministrazione della Camera di commercio, però, registra Usb, va in direzione di una una continua riduzione del fondo dedicato a questi progetti. “È quanto si è verificato anche nell’ultimo anno – continuano i sindacalisti -, sebbene, proprio nel 2015, l’apporto e l’impegno del personale nella realizzazione dei progetti di miglioramento dei servizi sia stato maggiore rispetto a quanto inizialmente previsto e a fronte del raggiungimento degli obiettivi fissati. Questa progressiva diminuzione delle risorse a disposizione mette a rischio la qualità dei servizi erogati e svilisce la professionalità dei dipendenti”.

In concreto, quello che viene chiesto all’amministrazione della Cciaa di Vicenza è di rivedere la sua posizione e che, come detto, entro il 31 dicembre, venga integrato il fondo per i Progetti di miglioramento dei servizi, riportandolo almeno ai valori 2013. “Una richiesta – si legge in conclusione nella nota – che metterebbe il personale nelle condizioni di esprimere le proprie capacità e professionalità all’interno di progetti e interventi che puntino a migliorare l’efficacia, l’efficienza e l’economicità dei servizi che la legge affida alla Camera di commercio”. Se l’incontro richiesto dovesse avere esito negativo Usb potrebbe far ricorso alle forme di mobilitazione, compresa la proclamazione di una giornata di sciopero.

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