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Vicenza, presentate le mostre fino al 2020

“Valorizzeremo l’identità culturale ed artistica vicentina in direzione di uno sviluppo del mondo commerciale e produttivo”. Così il vicesindaco e assessore alla crescita del Comune di Vicenza, Jacopo Bulgarini d’Elci, quest’oggi presentando a Palazzo Trissino un ampio programma di mostre che si terranno in città nei prossimi anni. Addirittuira sono stati pianificati cinque anni, ovvero dal 2016 al 2020. L’obiettivo è quello di rendere Vicenza un museo diffuso, una capitale dell’arte e della bellezza. “Esposizioni diversificate, di livello internazionale – è stato detto oggi -, e grandi eventi valorizzeranno in modo nuovo gli spazi urbani creando un equilibrio tra attrattività e valorizzazione dell’identità culturale vicentina in sinergia con i partner coinvolti”.

A presentare il progetto, con il vicesindaco, c’era anche il direttore scientifico della pinacoteca civica di palazzo Chiericati, Giovanni Carlo Federico Villa. Un progetto complessivo che si intreccerà alle operazioni strutturali, tese a rafforzare gli attrattori permanenti, come il completamento del nuovo Museo Civico, con il rifacimento delle ali novecentesca e ottocentesca di Palazzo Chiericati, e il riallestimento del salone della Basilica Palladiana. Questa nuova stagione culturale prenderà avvio nel 2016 con la proposta di due differenti temi: il confronto tra civiltà, soprattutto tra Oriente e Occidente, e l’esperienza bellica.

“Il progetto dedicato alla programmazione culturale dei prossimi anni – ha spiegato Bulgarini d’Elci -, che ha richiesto molto tempo per la costruzione e ne richiederà molto altro per la realizzazione, si sviluppa lungo un arco temporale molto ampio, fino a raggiungere il 2020 . Abbiamo strutturato un susseguirsi di esposizioni, cuore della proposta, arricchite da progetti collaterali ed eventi, frutto dell’esperienza degli ultimi anni nei quali protagonista è stata la Basilica palladiana restaurata e riaperta al pubblico. L’obiettivo è attrarre visitatori da fuori città, conferendo alle mostre un rilievo anche internazionale, pur mantenendo un forte legame con il territorio, che ne uscirà valorizzato. L’investimento sulla cultura non deve infatti prescindere dall’identità culturale ed artistica vicentina, e sarà teso a dare sviluppo al mondo commerciale e produttivo”.

“I tre progetti speciali che proponiamo accanto alle mostre – ha aggiunto il vicesindaco – valorizzeranno ciò che esiste a Vicenza con elementi di innovazione: utilizzeremo luoghi storici significativi per dare vita a progetti di video mapping (Palazzo Chiericati, palazzo del Monte di Pietà, corte dei Bissari, palazzo Bonin Longare) che narreranno la città, i suoi tesori e le sue idee, i patrimoni dei musei, i viaggi di Pigafetta e Magellano. E per fare questo proporremo un concorso per video maker. e il progetto potrà avere uno sviluppo anche nei quartieri periferici. Il secondo progetto speciale mirerà alla valorizzazione del Teatro Olimpico, con un’operazione di storytelling, per spettacolarizzare l’esperienza della visita. Infine lavoreremo per aprire la città e il suo patrimonio al meglio della musica contemporanea mondiale, in modo raffinato”.

“Cuore del progetto – ha invece sott0lineato Villa, che ha poi illustrato i vari progetti per la città fino al 2020 – sarà anche il lavoro di recupero di palazzo Chiericati, settimo polo museale d’Italia, che vuole tornare ad essere la porta orientale della città, proseguendo il lavoro di Maria Elisa Avagnina. Vogliamo dare ai vicentini un motivo per tornare periodicamente al museo offrendo servizi e mostre”

Dopo la prima biennale italiana dell’illustrazione e quindi la valorizzazione del lascito di Alessandro Ghiotto che, a cavallo tra 2015 e 2016, inaugura alcune sale della nuova ala novecentesca della Pinacoteca civica, si partirà con un affascinante viaggio nella storia dell’arte, dal barocco alla contemporaneità, proprio attorno al tema dell’incontro tra civiltà e culture, con la mostra “Un museo per l’Italia. Oriente e Occidente in sette secoli di capolavori”, per proseguire a settembre nella splendida dimora gentilizia progettata per la famiglia Chiericati con l’esposizione del lascito Pozza-Quaretti, mentre i suggestivi interrati ospiteranno nel corso dell’anno mostre dedicate alla grafica sia antica che contemporanea.

Sempre nel mese di settembre la città riscoprirà il suo essere luogo di Memoria e di Memorie: tre straordinarie location (Basilica Palladiana, Palazzo Chiericati e Gallerie d’Italia di Palazzo Leoni Montanari) apriranno infatti le loro porte alla più importante e significativa operazione a livello nazionale intorno al tema della Grande Guerra. Il concetto chiave del secondo nucleo, che inizierà nel gennaio 2017 per articolarsi in quattro mostre fino a primavera 2020, è “Vicenza, the Art of Style”: l’idea di una città che genera stili, eleganza, tendenze, e diventa essa stessa icona di bellezza. Le quattro mostre in programma esploreranno il ‘900, il ‘600, il ‘500, il ‘400 attorno alla triade pittura-gioiello-moda. A cui è inevitabile aggiungere l’architettura, in una città così particolare come la nostra.

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