sabato , 16 Ottobre 2021

Vicenza, Pomari come Borgo Berga?

“Pomari e Borgo Berga sono due quartieri di Vicenza che apparentemente non hanno nulla in comune. In realtà le loro storie si intrecciano a partire dai primi anni 2000 quando a Vicenza governava la giunta di Enrico Hüllweck e in assessorato all’urbanistica sedeva Maurizio Franzina, colui che oggi fa parte dell’entourage del sindaco Variati, lo stesso sindaco che oggi tenta maldestramente di smarcarsi dalla gravissima vicenda che ha portato la magistratura a sequestrare una parte dei cantieri di Borgo Berga”.

Non usa mezzi termini il comitato di cittadini del quartiere Pomari, a Vicenza, per introdurre, in una nota diffusa ieri, i motivi che sono alla base della protesta che stanno portando avanti contro l’ipotesi di nuove imponenti costruzioni nel loro quartiere. Mattone selvaggio dunque incombe su Vicenza, ed in particolare su alcune zone della città ed hanno ragione i comitati ad evidenziare il fatto che quelli scelti sembrano essere proprio Borgo Berga ed i Pomari.

“Nel 2003 – si legge ancora in una nota diffusa in proposito dal Comitato Pomari -, quando in pochi avrebbero immaginato l’avvento di una grande crisi del settore immobiliare, a Vicenza venivano licenziati diversi piani di lottizzazione; tra i più devastanti sotto il profilo urbanistico ed ambientale spiccano i Piruea Pomari e Cotorossi. Entrambi i piani hanno previsto un massiccio e spropositato consumo di suolo barattato dal Comune per diversi milioni spesi in oneri di urbanizzazione: strade, lampioni, piste ciclabili, campi da calcio e nelle anguste aree rimaste vuote si è trovato lo spazio per qualche brandello di verde pubblico”.

Ed ecco che oggi, a distanza di un mese dal sequestro di Borgo Berga, il Comitato Pomari lancia un messaggio a quelli che definisce i palazzinari vicentini, proprio attraverso le reti del cantiere ai Pomari, e dice: Di fronte alla città il vostro cemento non passerà. “Se l’impatto di Borgo Berga salta subito all’occhio di tutti – spiega ancora il comitato -, diverso è per quanto riguarda i Pomari. Mentre al posto del tribunale e delle aree limitrofe trovava spazio il cotonificio Rossi, ai Pomari c’era, e in parte resiste ancora, uno spazio verde naturale dal quale sarebbe dovuto sorgere il parco urbano più grande della città, già progettato e pronto ad essere realizzato prima dell’avvento del Piruea nel 2003”.

“Oggi, su quell’area verde – conclude il Comitato Pomari -, incombe minaccioso un permesso di costruire rilasciato dal Comune di Vicenza i cui amministratori in questi anni non hanno mosso un dito per tentare di fermare l’inutile costruzione di due capannoni commerciali e un grattacielo di uffici. Dal 23 novembre 2013, giorno in cui un intero quartiere è sceso in piazza a protestare, siamo in prima linea per difendere i terreni dei Pomari dalle speculazioni volute da Incos e Comune. A distanza di due anni, vogliamo ribadire ancora una volta che lotteremo fino in fondo per fermare i profitti di chi devasta e saccheggia i territori e per impedire che da quei terreni si levi nuovo cemento.

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