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Vicenza, quasi finiti i lavori a Palazzo Chiericati

Sono in fase di conclusione i lavori di restauro dell’ala novecentesca di palazzo Chiericati. Dopo la ristrutturazione e il riallestimento dell’ala palladiana di Palazzo Chiericati, terminata nel dicembre 2013, primo stralcio dell’intero programma di recupero architettonico, i lavori sono proseguiti con il secondo stralcio relativo alla parte novecentesca del palazzo. Il costo complessivo dell’intervento su quest’ultima parte è pari a 2 milioni 645 mila 181 euro, finanziati, nel 2011, anche grazie ad un contributo di un milione 265 mila 880 euro, nell’ambito del Programma Operativo Regionale, con fondi della Comunità Europea. L’altro grande finanziatore del restauro è Fondazione Cariverona. Il progetto è stato redatto dal settore lavori pubblici del Comune con la collaborazione dello Studio Modena per le strutture e dello studio Frinzi per gli impianti e realizzato dall’Ati tra le ditte Coima so.ge.di.co.

Oggi il vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d’Elci e l’assessore alla cura urbana Cristina Balbi hanno effettuato un sopralluogo e annunciato l’apertura in anteprima di alcune sale, nei prossimi giorni, in occasione della mostra temporanea dedicata al lascito Ghiotto. In linea con il progetto museografico generale, approvato dalla Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Verona, Rovigo e Vicenza nel 2010, adeguato alle odierne normative tecniche richieste per gli ambiti museali, il nuovo allestimento dell’ala novecentesca consentirà da un lato una migliore utilizzazione degli spazi, con una complessiva riorganizzazione dei percorsi, e dall’altro una valorizzazione delle opere, grazie a un organico piano espositivo rispondente a un criterio cronologico, ma anche a un riordino per temi di carattere monografico. Un assaggio di quello che sarà la nuova ala novecenentesca lo si potrà avere nei prossimi giorni in occasione dell’apertura della mostra temporanea, curata da Stefania Portinari e allestita da Emilio Alberti e Mauro Zocchetta (catalogo a cura di Carlo Federico Villa e di Stefania Portinari), che esporrà alcune delle opere facenti parte del lascito Ghiotto, donato alla pinacoteca civica, che raccoglie pregiate opere di arte contemporanea.

Tra pochi giorni, quindi, i visitatori potranno accedere ad una parte del primo e del secondo piano dell’ala novecentesca dove sarà allestita la mostra in attesa della completa riapertura prevista nell’aprile del 2016. “Tra pochi giorni sarà possibile visitare gran parte dell’ala novecentesca di palazzo Chiericati, le cui sale verranno temporaneamente allestite con il lascito di Alessandro Ghiotto, collezionista di opere d’arte italiana della seconda metà del 900 – ha annunciato Bulgarini d’Elci  -. E’ un lascito dal valore ingente, che abbiamo ricevuto con estremo piacere perché il proprietario ha vissuto nel territorio della provincia di Vicenza, e precisamente a Montecchio Maggiore, e perché ci consente di completare il percorso cronologico della pinacoteca con opere della fine del ‘900. Il cantiere dell’ala novecentesca è risultato piuttosto impegnativo. In alcuni momenti abbiamo quasi disperato di arrivare alla soluzione risolutiva per vari motivi. Con soddisfazione e grazie all’impegno di tutti possiamo dire di avercela fatta e di riuscire ad aprire per la fine dell’anno, come previsto per ottenere i contributi europei: saranno quindi visibili due piani di sale, allestite con i lascito Ghiotto, mentre continueranno i lavori di allestimento nelle grandi sale che ospiteranno l’una la ricostruzione della chiesa di San Bartolomeo, l’altra i lunettoni provenienti dal palazzo del Podestà e raffiguranti i rettori di Vicenza. L’ala del ‘900 verrà completamente aperta  in aprile  2016 con l’allestimento definitivo e sarà collegata all’ala palladiana: a quel punto avremo, accessibili al pubblico, due terzi del grande museo civico”.

“L’edificio precedente è stato demolito per renderlo funzionale ai nuovi allestimenti, mantenendo quindi solo la facciata principale – ha poi spiegato Cristina Balbi  -. I tre piani in cui si struttura sono suddivisi in venti sale, una delle quali sviluppata su due livelli per ospitare il ciclo di tele della chiesa di San Bartolomeo, demolita nell’Ottocento nell’area dove sorge l’ospedale San Bortolo. E’ stato fondamentale il dialogo con i vari soggetti coinvolti tra cui le soprintendenze, in particolare nella fase dei ritrovamenti archeologici, e la Regione Veneto  che gestisce i fondi comunitari. E’ stata preziosa la collaborazione degli uffici del settore lavori pubblici che  si sono impegnati per individuare i modi per superare i   problemi di  liquidità delle aziende al lavoro.  Siamo così riusciti a  rispettare i tempi,  garantendo al contempo la qualità delle opere, in modo da    consentire la riapertura entro la fine dell’anno. L’ala novecentesca risulta collegata all’ala palladiana al piano terra, a cui si accederà dall’ingresso principale, e al secondo piano attraverso il giunto che condurrà anche all’ala ottocentesca dopo il restauro”.

“Ecco che con il nuovo spazio – è intervenuto  Bulgarini d’Elci  – va a completarsi un ulteriore tassello e ci si avvicina a poco a poco alla conclusione di quello che sarà un polo culturale di alto livello: alla fine del 2013 abbiamo inaugurato il palazzo palladiano, ora ci apprestiamo ad aprire, anche se parzialmente, il palazzo novecentesco mentre l’appuntamento per l’ala ottocentesca è fissato a  dicembre  del 2017”.

Il solaio contro terra dell’edificio novecentesco esistente è stato demolito per aumentare, scavando nel terreno, lo spazio libero in altezza al fine di consentire l’inserimento dei grandi teleri semicircolari. E’ stato demolito, inoltre, il muro longitudinale, e di conseguenza tutti i solai, per aumentare la larghezza della sala a doppia altezza (piani primo e secondo) al fine di consentire l’inserimento della ricostruzione della chiesa di San Bartolomeo. Nel periodo tra gennaio ed aprile 2014 sono stati eseguiti gli scavi archeologici, a cura della della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto, successivi alla demolizione del fabbricato. E’ stata riportata alla luce una porzione di insediamento presumibilmente riconducibile ad un periodo compreso tra la fine del XIII ed il XVI secolo, distinto in almeno due fasi temporali e sviluppato al di sopra di una sorta di “massicciata“ corrispondente ad un’opera di rinforzo ed arginatura del vicino ramo secondario del Bacchiglione e di bonifica dell’area circostante.

Le strutture rinvenute presentano muri perimetrali est ed ovest lungo tutta l’area indagata e confermano la presenza di preesistenze medievali in parte già intercettate nel corso delle indagini archeologiche recentemente concluse nel contiguo “giunto” novecentesco e nella porzione palladiana di Palazzo Chiericati. Si tratta di un impianto complessivo di costruzioni modulari di forma quadrangolare, orientato longitudinalmente nord-sud, a vocazione artigianale come documentato dai piani d’uso che presentano evidenti tracce di attività produttive-commerciali.

Un assaggio di quello che sarà la nuova ala novecenentesca lo si potrà avere nei prossimi giorni in occasione dell’apertura della mostra temporanea, curata da Stefania Portinari e allestita da Emilio Alberti e Mauro Zocchetta (catalogo a cura di Carlo Federico Villa e di Stefania Portinari), che esporrà alcune delle opere facenti parte del lascito Ghiotto, donato alla pinacoteca civica, che raccoglie pregiate opere di arte contemporanea. Tra pochi giorni, quindi, i visitatori potranno accedere ad una parte del primo e del secondo piano dell’ala novecentesca dove sarà allestita la mostra in attesa della completa riapertura prevista nell’aprile del 2016.

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