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Inquinamento atmosferico in Val Padana in una foto satellitare della Nasa
Inquinamento atmosferico in Val Padana in una foto satellitare della Nasa

Vicenza, firmata l’ordinanza contro l’inquinamento

La notizia era nell’aria già da qualche tempo, assieme alle polveri sottili, ma da questa mattina è ufficiale: da oggi e fino al 31 gennaio 2016, a Vicenza, è vietato servirsi di camini e stufe a basso rendimento energetico, se si hanno altri impianti per il riscaldamento alimentati con combustibili come il metano. In questo caso, poi, la temperatura massima in casa non potrà superare 20 gradi centigradi. Questo è il contenuto dell’ordinanza a carattere temporaneo ed urgente che il sindaco di Vicenza, Achille Variati, ha firmato questa mattina, con lo scopo di contribuire a ridurre i livelli di concentrazione degli inquinanti nell’atmosfera urbana della città.

Il provvedimento, consultabile in questa pagina, potrà essere modificato o sospeso, in caso di cambiamento delle condizioni atmosferiche. Come già riportato ieri, la qualità dell’aria a Vicenza è pessima. I giorni di sforamento dei limiti massimi consentiti di pm 10 (35 microgrammi al metro cubo) sono già 97. Visto, poi, che nei prossimi giorni non sono previste piogge che possano pulire l’aria, è diventato indispensabile proibire alcuni comportamenti. L’ordinanza è stata sottoscritta dopo che lo stesso Variati, in qualità di presidente della Provincia, in seguito al peggioramento della qualità dell’aria, ha invitato i sindaci vicentini ad adottare specifici provvedimenti urgenti in materia di inquinamento.

“L’ordinanza – si legge in una nota in proposito – vieta ai cittadini l’uso di apparecchi per il riscaldamento domestico funzionanti a biomassa legnosa, nel caso siano presenti altri impianti per il riscaldamento alimentati con altri combustibili ammessi (come il metano), appartenenti alle categorie camini aperti, a meno che questi non siano usati solo per la cottura di cibi. Si vieta anche l’uso di camini chiusi, di stufe e di qualunque altro tipo di apparecchio domestico alimentato a biomassa legnosa (se, nella stessa unità abitativa, è presente un impianto termico a combustibile tradizionale o a pompa di calore) che non garantisca un rendimento energetico maggiore o uguale al 63% ed un valore di emissione di monossido di carbonio (CO) inferiore o uguale a 0,5% in riferimento ad un tenore di ossigeno (O2) del 13% riferito a gas secchi a 0 °C e a 1,014 bar (a meno che non siano impiegati solo per la cottura di cibi). Il valore del rendimento energetico è, di solito, precisato sul libretto di istruzioni fornito dal venditore. Nel caso mancasse, sarà ritenuta valida la certificazione rilasciata dal venditore o dalla casa costruttrice, suscettibile di verifica”.

Per quanto riguarda il limite delle temperature nel riscaldamento, questo è stato fissato a 19 gradi centigradi per gli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e assimilabili, e a 20 gradi per tutti gli altri edifici. Queste soglie non valgono per le case di cura, di riabilitazione e di riposo, per gli ambulatori medici, per le scuole per l’infanzia e di primo e secondo grado, per le abitazioni che ospitano ammalati, per le persone con più di 65 anni di età e i bambini fino all’età di 5 anni. E, per gli uffici pubblici, l’invito è di ridurre ulteriormente la temperatura ammessa.

Passando, poi, alle norme che riguardano i veicoli, il provvedimento obbliga a spegnere i motori degli autobus quando stazionano al capolinea, i motori dei veicoli merci durante le fasi di carico e scarico e delle auto, nel caso di soste che si prolungano per più di un minuto, in corrispondenza di particolari impianti semaforici e di passaggi a livello. La cittadinanza è anche invitata ad usare il meno possibile l’automobile in ambito urbano e a servirsi dei mezzi pubblici e degli altri mezzi di trasporto non inquinanti. Per alimentare i veicoli, poi, “è preferibile usare carburante a minor impatto ambientale (gasolio a basso tenore di zolfo, gasolio bianco, gpl, gas metano). Le aziende di trasporto pubblico locale e privato sono invitate a privilegiare l’uso di mezzi a minore emissione e le imprese ad effettuare ogni intervento possibile per garantire un’elevata efficienza e manutenzione degli impianti posti a presidio delle fonti inquinanti, in particolare per ridurre le emissioni in atmosfera, sensibilizzando gli operatori ad usare veicoli a ridotto impatto ambientale”.

Le disposizioni contenute nell’ordinanza vanno ad aggiungersi alle altre già in atto, sempre allo scopo di tutelare la salute dei cittadini riducendo le concentrazioni degli inquinanti atmosferici. È confermato, dal 21 dicembre all’8 gennaio, il divieto di circolazione per gli autoveicoli Euro 0 ed Euro 1, per i ciclomotori e i motoveicoli a due tempi non catalizzati. Questi non potranno circolare dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18 in centro e nei quartieri di San Pio X, San Francesco, Laghetto, Villaggio del Sole e San Lazzaro. Nell’area all’interno della cinta muraria, la limitazione è estesa anche ai diesel Euro 2. Il divieto è sospeso il sabato e la domenica, oltre che il 25 dicembre, il primo e il sei gennaio. Il blocco dei mezzi più inquinanti resterà in vigore fino al 25 marzo 2016. Maggiori informazioni sono disponibili nel sito del comune di Vicenza. Da ultimo, sempre per contrastare l’aumento delle polveri sottili, è in vigore il divieto di combustione di materiali vegetali e ramaglie nel territorio comunale fino al 28 gennaio 2016.

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