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Vicenza, celebrato il decennale del Coespu

Il Centro di eccellenza delle stability police unit (Coespu) di Vicenza ha festeggiato oggi i suoi dieci anni. La cerimonia con la quale è stata celebrata la ricorrenza si è svolta presso la sede vicentina del centro, alla presenza dell’ambasciatore Usa, John Philips, di una delegazione del Dipartimento di Stato e del Dipartimento della difesa degli Stati Uniti, di rappresentati dell’Onu, dell’Ocse, dell’Unione Europea e dell’Unione Africana. Presenti, tra gli altri, anche il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette, il prefetto di Vicenza Eugenio Soldà e il sindaco della città, Achille Variati.

Il centro trae origini dagli impegni assunti dall’Italia al G8 di Sea Island del 2004, con l’adozione del piano d’azione finalizzato ad estendere la capacità globale per le operazioni di supporto alla pace, in particolare dei paesi africani. L’istituto, a forte connotazione internazionale e promosso dall’Italia con il contributo degli Stati Uniti, nel corso degli ultimi anni si è distinto nel settore formativo del peacekeeping attraverso lo svolgimento di corsi e mentoring di alta formazione, in Italia e all’estero. Dal novembre del 2005 il Centro ha formato più di 8 mila addestratori, donne e uomini di 97 paesi.

Il comandante generale dei Carabinieri, Tullio Del Sette, ha ricordato come “i diversi corsi, con diverse finalità, tocchino le esigenze di tutti i paesi. I primi dieci anni del Coespu sono positivi – ha messo in evidenza – ed è un onore che proprio l’Arma insegni la dottrina del settore”.

“Festeggiamo i dieci anni del Coespu – ha invece sottolineato Variati -, che noi cittadini abbiamo sempre visto come una università internazionale. Giustizia, equità, sicurezza devono essere garantite come diritti, e questa deve essere una scuola di pace”.

Anche il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha rivolto un saluto “alle autorità e ai militari che oggi hanno tagliato un traguardo significativo e registrano numeri importanti dal punto di vista della sicurezza internazionale e nazionale. Mai come in questo momento – ha aggiunto Zaia -, in cui la nostra libertà viene minacciata dal fondamentalismo, abbiamo bisogno di militari formati a mantenere la pace nei principali teatri di guerra del mondo”.

“Gli ottomila uomini formati al peacekeeping in questi dieci anni di attività – ha poi concluso il governatore – sanciscono il successo dell’impegno assunto dall’Italia, con l’unico obiettivo di preparare i militari ad una pace durevole e a progetti spesso pericolosi, che possono costare la vita, ma vocati ad una missione alta ed essenziale, tanto più oggi con i nuovi fondamentalismi e la gestione della ricostruzione dopo guerre e crisi”.

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