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L'ingresso del Teatro Comunale di Vicenza

Vicenza Capoluogo:”Non si perda di vista la cultura”

Le notizie dei giorni scorsi, come la dichiarazione dell’amministrazione comunale di Vicenza di far naufragare la Fondazione della Cultura e quella più recente della prossima uscita della Banca Popolare di Vicenza dalla Fondazione Teatro Comunale, ci lasciano l’amaro in bocca. Nelle linee del mandato del sindaco, infatti, si sottolinea quanto sia importante avere un unico soggetto in grado di garantire una dinamicità operativa che l’ente locale non può dare. Da qui l’idea della creazione di un soggetto (la Fondazione della Cultura della Città di Vicenza), giuridicamente autonomo, che fosse in grado di essere centrale nell’interlocuzione tra mondo pubblico e mondo p rivato, operando in stretta sinergia, ma non in un rapporto di subordinazione, con l’amministrazione comunale.

“Tale soggetto – si legge nelle linee programmatiche – doveva essere individuato preliminarmente nell’espansione delle competenze, dei compiti e della struttura della già esistente Fondazione Teatro Comunale di Vicenza. Complementare a questa ipotesi di sviluppo vi era uno dei più ambiziosi obiettivi di mandato di questo assessorato: il raggiungimento dell’autonomia economica e finanziaria dell’area culturale. Da ricercare con la logica del reinvestimento dell’indotto culturale nella medesima area”.

Se da una parte diamo merito, all’assessore alla crescita Bulgarini, di star compiendo i passi giusti per il raggiungimento dell’autonomia finanziaria, dall’altra non ci convincono le motivazioni per cui l’amministrazione intende fare marcia indietro rispetto all’idea iniziale di un grande soggetto culturale. Certo, siamo ben consapevoli del fatto che la Fondazione Teatro Comunale di Vicenza sta affrontando difficoltà inattese sul fronte della cassa (i tagli regionali, la perdita dei contributi ministeriali, l’ uscita di soci e di sponsor importanti) e che, per sopperire a ciò, il Comune ha dovuto destinare maggiori risorse economiche che non possono essere garantite ogni anno.

Ci chiediamo però anche come mai, chi gestisce la Fondazione, non abbia saputo compiere quel salto di qualità richiesto dall’amministrazione stessa per gestire i centri culturali più importanti della nostra città e, in questi anni, non abbia saputo trovare nuove sponsorizzazioni e altri soci pronti ad investire in uno dei maggiori cuori culturali pulsanti di Vicenza. L’idea del vicesindaco Bulgarini, di federare le eccellenze culturali della nostra città, può rappresentare una soluzione interessante, ma questo obiettivo potrà essere raggiunto solo se l’amministrazione sarà capace di affidare ad u na persona competente, capace e con gran di doti di leadership, il compito di gestire questo nuovo obiettivo. Diversamente, questa idea di unire tutti i soggetti della cultura vicentina non più in una fondazione della cultura, ma in un “contenitore” più flessibile, naufragherà un’altra volta, ed allora non ci potranno più essere giustificazioni.

Associazione civica Vicenza Capoluogo – Il Consiglio direttivo

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