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Vicenza Capoluogo: “Dov’è finita la partecipazione?”

Assemblea dei soci dell’associazione civica Vicenza Capoluogo, nei giorni scorsi, presso il Vicenza Time Cafè. Si è riunita per approvare il programma di attività e iniziative per il prossimo anno. E da essa è uscita anche una precisa indicazione per il Consiglio direttivo: il 2016 sarà l’anno in cui l’associazione dovrà iniziare a riflettere e a proporre quelli che potranno essere i temi caldi delle prossime elezioni amministrative, nel 2018. Tra due anni e mezzo si dovrà infatti eleggere il nuovo sindaco di Vicenza e, con tutta probabilità, saranno delle elezioni molto aperte.

“Per Vicenza Capoluogo – spiega l’associazione – è indispensabile attivare, già dal prossimo anno, un percorso inclusivo capace di mettere assieme persone di provenienze diverse, ricche di competenze e di passione per il bene comune, accomunate da un progetto di città che non può certamente essere quella di dieci anni fa. Nel 2016 cercheremo quindi di offrire alla cittadinanza delle occasioni di confronto su temi e argomenti strategici per il futuro di Vicenza, come la cultura, il turismo, le politiche giovanili, i servizi sociali, la sicurezza, l’accoglienza dei profughi, la mobilità. Tutto ciò sarà fatto anche con l’intento di generare fiducia tra i cittadini e di diffondere la convinzione che la prima e più importante opera pubblica di una buona Amministrazione è la partecipazione, il costruire e ricostruire la comunità per generare fiducia, gratuità, solidarietà e coesione necessarie a governare una città dove ogni persona possa sentirsi protagonista”.

L’assemblea di Vicenza Capoluogo ha quindi espresso tutta la sua insoddisfazione per quanto fatto finora dall’amministrazione comunale in merito a questo tema. “Nonostante l’esplicito impegno – spiega ancora l’associazione – assunto con la cittadinanza ed affermato nelle linee programmatiche di governo, consideriamo deludente non solo il lavoro svolto dall’assessore alla partecipazione, ma anche quello di molti altri assessori che non hanno, di fatto, assunto la partecipazione quale stile e modo di amministrare”.

“Ci auguriamo – conclude Vicenza Capolguogo – che, in tempi brevissimi, l’amministrazione attivi un percorso di partecipazione che punti alla corresponsabilità diffusa, con regole, procedure e norme di legittimità che garantiscano l’uguaglianza dei cittadini. Il governo dei processi partecipativi non può infatti essere improvvisato, necessita di competenze specifiche e richiede la collaborazione di tutta la macchina comunale”.

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