sabato , 16 Ottobre 2021

Thiene, restaurate le fontane di Villa Fabris

Risplendono dell’originaria bellezza le due fontane dell’esedra antistante la Villa Fabris di Thiene. I lavori di restauro sono stati portati a termine, gratuitamente, dal gruppo di conservazione della pietra all’interno del corso trimestrale di conservazione del patrimonio 2015 del Centro Europeo per i Mestieri del Patrimonio, iniziato ai primi di settembre e terminato in dicembre. I partecipanti sono stati i tedeschi Maximilian Rueβbült, Christian Zweier, Jakob Dierichs, Martin Lenz ed Amedeo Peotta, coordinati dai docenti, ovvero l’americano Jonathan Hoyte e l’italiano Iacco Morlotti.

All’inizio, dopo aver eseguito un rilevamento sullo stato di conservazione delle fontane e sulle operazioni effettuate dai corsisti dei precedenti corsi, si è proceduto alla rimozione delle malte cementizie e alla pulitura. Sono stati preconsolidati i distacchi di materiale lapideo con garzatura e quindi consolidati. Sulla vasca di destra il lavoro si è poi concentrato sull’incollaggio dei grandi frammenti di pietra. Questi sono stati conservati in Villa Fabris al seguito dell’incidente che nel 2009 aveva provocato la rottura della vasca.

Per garantire la tenuta strutturale della vasca è stata applicata una cerchiatura in acciaio fissata sul muro retrostante, così come era stato fatto per la fontana di sinistra. Alcune importanti lacune sono state reintegrate con tasselli e innesti preparati dai corsisti fatti con materiale lapideo dello stesso tipo di quello esistente. La vasca di sinistra presentava patine organiche e carbonatiche in superficie che sono state trattate con impacchi permettendone la rimozione. Sono in seguito state eseguite delle campionature con diverse tipologie di inerti al fine di trovare il tono ottimale di malta da utilizzare per le stuccature.  Le stuccature sono state eseguite su entrambe le vasche a completamento del lavoro.

“E’ doveroso il ringraziamento al Centro Europeo di Villa Fabris – commenta l’assessore ai Lavori Pubblici e Viabilità, Andrea Zorzan – Spiace constatare che la brutta abitudine di non rispettare il bene comune con atteggiamenti “furbetti” persiste anche dopo il restauro. Faccio riferimento alle auto in sosta che rischiano di vanificare il lavoro fatto. Per questo ho già dato disposizione per la posa di alcuni paletti capaci di impedire la sosta e di tutelare il bene”.

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