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Teatro, c’è “Mister Green” a Thiene e Montecchio

Dopo aver esordito a Roma arriva dalle nostra parti lo spettacolo “Mister Green, prodotto da Theama Teatro. La commedia, dello statunitense Jeff Baron, è in programma infatti  al Teatro Comunale di Thiene, nelle serate del 15, 16 e 17 dicembre, per spostarsi poi al Teatro Sant’Antonio di Montecchio Maggiore il 18 dicembre. Lo spettacolo, va sottolineato, nel suo debutto capitolino, ha riscosso notevole successo, sia di critica che di pubblico. “Mister Green – -spiega una nota di presentazione – è una commedia che scava nell’intimo umano prendendo spunto dalla quotidianità, dischiudendo tematiche sempre attuali”

Piergiorgio Piccoli
Piergiorgio Piccoli

Ci sono inoltre due interpreti di grande spessore e forte impatto espressivo, come Massimo De Francovich innanzitutto, ma anche Maximilian Nisi, diretti con equilibrio ed esperienza da Piergiorgio Piccoli. “Una pièce teatrale dal ritmo garbato – si legge ancora -, cinematografico, che si staglia nello straordinario confronto fra due generazioni diverse che raccontano momenti importanti della loro vita”. Ecco la trama. Due persone, apparentemente lontane tra loro per età, carattere e cultura si incontrano per caso. Mister Green, anziano proprietario di lavanderia in pensione, viene investito, senza riportare gravi traumi, da un’automobile. Il conducente della vettura è Ross Gardiner, un giovane impiegato, che viene accusato di guida pericolosa ed è condannato dalla giustizia ad assistere Mister Green una volta alla settimana per sei mesi. L’anziano signore abita in un appartamento al quarto piano senza ascensore e ha bisogno di aiuto per affrontare le incombenze della vita quotidiana.

Due vite in antitesi costrette dunque ad una frequentazione forzata, ognuno con i suoi drammi interiori, legati solo dal sottile filo dell’appartenenza religiosa che li accomuna. All’iniziale diffidenza e conflittualità reciproca, il rapporto tra i due personaggi cresce e imparano a conoscersi e a tollerarsi, diventando indispensabili l’uno all’altro, in un continuo gioco in biblico tra confessioni e reticenze che metterà a nudo le ferite aperte della loro vita. La commedia fa riflettere sull’incapacità di accettare ciò che non si comprende, facendosi specchio di tematiche esistenziali come l’identità, la coerenza, la famiglia e il distacco. È un’analisi interiore che nasce dal dialogo fra due generazioni lontane, in una vicenda che affronta l’intolleranza e le diversità con un linguaggio ironico, divertente e commovente al tempo stesso. La traduzione del testo è di Michela Zaccaria e le musiche di Stefano De Meo.

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