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La biglietteria della stazione di Vicenza
La biglietteria della stazione di Vicenza

Tav a Vicenza, alla fine sarà il passaggio a sud?

Se non fosse che il problema coinvolge un po’ tutti i vicentini, interessati o no dalla demolizione della casa, ci sarebbe da ridere a crepapelle. Roberto Zuccato, presidente di Confindustria Veneto, che dà ordini al presidente del Consiglio e gli intima di cacciare i soldi per la Tav e di far partire immediatamente i cantieri, visto che si è perso inutilmente un anno. Passiamo alle cose serie; nell’ultimo incontro, il 23 novembre 2015, di alcune associazioni e comitati con il sindaco di Vicenza, ci si era lasciati con l’accordo che veniva richiesto a Reti ferroviarie italiane (Rfi) di valutare l’opportunità di un potenziamento della linea storica attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie, come deciso per la linea ferroviaria Venezia – Trieste.

Per quanto abbia condiviso la proposta, su questa eventuale soluzione nutro grosse perplessità. E’ impensabile che Rfi, vista anche la nuova suddivisione in tre lotti, porti la linea Tav sino a 4,4 chilometri dall’attuale fabbricato viaggiatori (bivio Vicenza), la riprenda dopo l’attraversamento della città (altro bivio) e lasci per tutto questo tratto solo i due binari attuali, per quanto tecnologicamente ammodernati e potenziati.

Ma tutto questo fa ben sperare per il semplice motivo che i tecnici di Rfi, tutt’altro che  sprovveduti, probabilmente pensano che, nel frattempo, il progetto Tav prosegue. A Vicenza rimane questo “buco nero”, anche se ridotto rispetto allo shuntaggio previsto che andava da Montebello a Grisignano; un domani verrà riproposto il passaggio fuori città passando a “sud dell’autostrada”. Questa soluzione, unica per Vicenza, porterà fra gli altri i seguenti benefici: spesa infinitesimale rispetto all’attuale studio di fattibilità, la città non verrà letteralmente smembrata, tranquillità per tutti quei cittadini che non si vedranno abbattuta la casa, si eviterà un ventennio di cantieri che sarebbero deleteri per la già critica mobilità sia a motore che lenta.

Vicenza eliminata dal servizio Tav? Tutt’altro in quanto attraverso i “ bivi” si faranno entrare in città solo i treni ad alta velocità, che fermeranno nell’attuale stazione che, quasi completamente ristrutturata all’interno, sta subendo un ammodernamento anche nel piazzale antistante con cospicuo investimento di denaro pubblico che sarebbe, anche questo, buttato al vento in caso di malaugurate soluzioni diverse.

Luigi Damian

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