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TAC, l’ennesimo regalo di Natale!

Ieri sera presso la sala civica di Alte di Ceccato si è svolta un’assemblea infomativa sul progetto Alta Velocità che riguarda la zona. Per chi volesse prendere visione delle tavole e l’elenco degli espropri relativi è sufficiente collegarsi al sito della provincia, in questa pagina. La riunione è stata brillantemente presentata dall’architetto Stefano Tamion, dall’avvocato Gianluca Scalco, e dall’ingegnere Alberto Baccega. La sala era gremita di cittadini venuti per informarsi circa il “pesante” problema che investe tutto l’abitato di Alte Ceccato.

Da quanto appreso, riunioni del genere su questo problema ne sono state fatte ben poche e, per questo, la maggior parte dei presenti non era a conoscenza dell’effettiva portata del progetto. Progetto che, così presentato, sembra non dare altre alternative che quelle di porre delle osservazioni “locali” sulle singole zone o abitazioni o terreni (ultimo termine utile per le presentazioni è il 28 gennaio 2016). Come si fa a richiedere osservazioni o ricorsi su uno studio “calato sulla testa dei cittadini” senza un minimo di informativa ufficiale?

Ma non si potrebbe invece esaminare tutto lo studio chiedendosi se ci sono alternative? Sono stati fatti altri studi meno impattanti? Dalla cartografia relativa al centro del paese si nota un’enorme sviluppo stradale attorno alla ferrovia, ma è strettamente necessario un tale disegno? Ci si pone questa domanda perché l’impatto dello studio attuale sul paese non è cosa da poco: abbattimenti, opere di mitigazione, chiusura di sbocchi stradali, rifacimenti di ponti e sottopassi! Per avere in cambio cosa? Un treno che viaggia all’attuale velocità!

Sì ma ora non si chiama TAV (Treno Alta Velocità), ma TAC (Treno Alta Capacità). Ma non è stata presa in considerazione la capacità residua della linea attuale (104-106 treni al giorno)? Questo dato unito ad un efficace sistema di controllo di marcia dei treni (controlli esistenti, ma non attualmente utilizzati) darebbe la possibilità di implementare l’attuale traffico ferroviario senza interventi catastrofici su tutta la tratta Verona-Padova (opzione zero).

Dobbiamo ricordarci che i “debiti” contratti nell’attuazione di opere faraoniche ricadono alla fine su noi cittadini. Nessuno vuol fermare il progresso, se un’opera è indispensabile per la sopravvivenza della comunità “ben venga”! Ma cerchiamo di attuarla con il migliore impiego di risorse, con oculata visione degli investimenti ma soprattutto nel rispetto dell’ambiente, delle città e dei cittadini che le rendono “vive”. Non impegniamo i nostri figli e nipoti con futuri “debiti” che non sono loro!

Alessandro Fracasso

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