domenica , 12 Settembre 2021

Smog a Vicenza, quanto serve lo stop alle stufe a legna?

“In questi giorni, siamo arrivati a quota cento. Cento giorni in cui in città le polveri sottili hanno superato il livello di guardia. E pensare che il 14 ottobre l’assessore alla Progettazione e Sostenibilità Urbana, Dalla Pozza, aveva dichiarato rispondendo ad una nostra interrogazione, che l’aria di Vicenza è da considerarsi buona. Ora, invece, si corre ai ripari con misure d’emergenza, che difficilmente basteranno. Sono solo decisioni di facciata”. A parlare così è Liliana Zaltro, consigliere comunale a Vicenza per il Movimento 5 Stelle, che in una nota diffusa oggi sembra non condividere il modo in cui l’amministrazione comunale del capoluogo iberico affronta quella che potrebbe presto divenire l’emergenza più pressante.

L’inquinamento atmosferico sembra insomma fuori controllo, nella nostra città e, più in generale, un po’ ovunque nelle città del nord Italia. Siamo in buona compagnia insomma, ebbe sembra che Vicenza superi forse tutti,  sia per quanto riguarda la concentrazione di polveri sottili nell’aria, sia per il numero di giorni nei quali, nel 2015, abbiamo superato il livello di aguardia. :Liliana Zaltron non è la sola per altro in consiglio comunale a pensarla così. Con lei ci sono infatti il suo collega nel M5S e nell’assise consiliare, Daniele Ferrarin, che ha presentato una Domanda d’attualità al Consiglio comunale di Vicenza sullo stesso tema, e Valentina Dovigo, anche lei consigliere comunale in quota Sel e Lista civica, che è intervenuta con una analoga riflessione.

E’ una voce diffusa comunque in città, ed anche in provincia… Non pochi infatti pensano che le contromisure delle amministrazioni comunali per limitare il’inquinamento atmosferico non affrontino davvero il problema. Si può seriamente pensare che limitare l’uso di Stufe a legna nelle abitazioni sia di qualche utilità quando si sa bene che i veri responsabili del Pm10 in atmosfera sono altri, a cominciare dal traffico stradale?

“Lo scorso anno – ricorda infatti Liliana Zaltron – gli sforamenti si sono verificati per 77 giorni… Non si può certo dire che la situazione fosse buona già allora. Eppure cosa è stato fatto per porre rimedio, o almeno provare a porre rimedio a questo problema? Quale studio, quale analisi puntuale, quale monitoraggio, quale piano di attività è stato posto in essere per provare a sanare questa situazione? Niente, non è stato prodotto nessun progetto permanente, nessuna strategia, solo emergenze, e poi tutto tornerà sotto traccia fino alla prossima crisi”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Aggiorna le impostazioni di tracciamento della pubblicità