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Il complesso archeologico di Palmira, in Siria, in buona parte distrutto dall'Isis
Il complesso archeologico di Palmira, in Siria, in buona parte distrutto dall'Isis

Siria, manifestazione pro Russia a Vicenza

Da Patrik Riondato, del Comitato Veneto-Russia, riceviamo e pubblichiamo

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“La situazione in Siria è talmente confusa che l’Italia non ha ancora deciso quale alleato tradire”. Così su internet la posizione attendista e nebulosa del governo italiano non manca di essere derisa. Mentre la Federazione Russa chiede con forza che sia una coalizione a guida Onu a condurre la guerra contro quello che molti osservatori hanno etichettato come il nazismo del ventunesimo secolo, ovvero lo Stato islamico sorto tra Siria e Iraq, l’Italia segue la sua particolare tradizione cerchiobottista in politica estera. Un piccolo segnale di discontinuità, a modo loro lo vogliono dare gli indipendentisti veneti, che domenica 13 dicembre, indicono attraverso il comitato Veneto-Russia una manifestazione pubblica davanti alla caserma americana Ederle a Vicenza.

Dopo quanto successo a Parigi e in molti altri luoghi, è doveroso esprimere la condanna di ogni fondamentalismo religioso, violento e intollerante, ma soprattutto esprimere sostegno alla coalizione internazionale guidata dalla federazione russa che combatte militarmente lo Stato Islamico, con l’obiettivo di dare stabilitá alla regione. Di pari passo, non ci si può esimere da una piena condanna della politica estera dell’amministrazione Obama, che ha moltiplicato i focolai di violenza e crisi, risultando nei fatti la migliore alleata dei terroristi.

Non si tratta di una manifestazione contro l’Islam in genere. L’auspicio è che succeda quello che non è ancora avvenuto, ovvero che l’Islam sia in grado di evolversi, isolare e cancellare la componente violenta e intollerante affatto irrilevante oggi al suo interno, condizione indispensabile per poter ottenere pari dignitá in Europa rispetto alle alle altre religioni. E non si tratta nemmeno di una manifestazione anti americana. Molte sono le cose che piacciono degli Stati Uniti d’America, la prima tra tutte e che essi siano nati da una dichiarazione unilaterale di indipendenza. Il problema è il fallimento completo della politica estera di Obama, “l’esportazione di democrazia” che di fatto è stata la causa principale nel diffondere a livello globale paura e insicurezza.

Non si tratta di una manifestazione volta a idolatrare Putin, cosa di cui il leader russo non ha peraltro bisogno, vista la crescente popolaritá a livello mondiale. La Russia difende oggi in medio Oriente i propri interessi, ma fatalmente difende anche quelli dell’Europa, combattendo contro il nazismo del 21° secolo, il fondamentalismo islamico. Sostegno quindi alla Russia ma anche al Popolo curdo, che da decenni lotta per il diritto alla propria autodeterminazione, con un territorio diviso tra più stati, e che oggi è in prima linea nella lotta contro l’Isis e i suoi carnefici.

Patrik Riondato – Comitato Veneto-Russia

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