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Il duomo di Schio - Foto Wanblee CC BY-SA 2.5
Il duomo di Schio - Foto Wanblee CC BY-SA 2.5

Schio, quando la morte si rivela in piazza

La morte di una persona è sempre una cosa infinitamente triste, ma in quella che ha trovato ieri un uomo di 53 anni, a Schio, nella piazza della sua città, c’è più che tristezza. Renzo Agostini, questo il suo nome, è morto improvvisamente, forse un malore, o forse davvero come si è detto a causa del panettone che stava mangiando, seduto sui gradini antistanti il duomo scledense.

Più probabilmente comunque, entrambe le cose assieme. Sarà l’autopsia a dirlo. Certo è che rimane un senso di amarezza pensare che quest’uomo, forse già malfermo di salute dato che era seguito dai servizi sociali del Comune, che viveva con l’anziana madre, è morto sotto gli occhi di centinaia di persone, alle 10 del mattino, nella piazza centrale di Schio.

Nessuno evidentemente ha potuto far nulla per aiutarlo, e questo potrebbe farci pensare che ad ucciderlo sia stato ben di più che un boccone di traverso, anche perché i soccorsi sono stati rapidi, ma purtroppo inutili dato che Agostini aveva già smesso di respirare e il cuore non batteva più quando si è tentato di rianimarlo. Una cosa non è stata rapida: il trasporto della salma all’obitorio.

E questo aspetto non è passato inosservato, visto che sui social network, nelle ore successive, in molti si sono chiesti perché il corpo privo di vita di Agostini sia rimasto per quasi due ore sui gradini del duomo, coperto con un lenzuolo e presidiato dalla polizia locale. Certamente vi sarà stato un motivo, e di sicuro valido. Resta il fatto che alla vicenda, già tragica, si è aggiunta altra tristezza e non poco sconcerto.

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