Breaking News

Salva-banche, le richieste di Altroconsumo

“Un miliardo di euro in più. Questo è quanto la bad bank potrebbe ancora ricavare per coprire le perdite dei risparmiatori. Il problema è che i crediti da recuperare sono stati svenduti: 8,5 miliardi ceduti per 1,5 miliardi, con uno sconto che è di oltre l’82%. Il recovery ratio, medio storico, è più alto. Nel caso Lehman Brothers, la banca d’affari Usa fallita nel 2008, si è recuperato oltre il 60%”. E’ questo il punto di vista dell’associazione di consumatori Altroconsumo, su quello che è oggi in Italia uno dei temi più scottanti e controversi, ovvero le scelte del governo su fronte bancario, con un quadro generale fatto da un esercito di risparmiatori rimasti con un pugno di mosche in mano dopo essersi fidati, decisamente troppo, della loro banca…

“Chi ha deciso – si chiede l’associazione di consumatori Altroconsumo – che i crediti in sofferenza valgono solo il 18%? Se venissero venduti, stando ai recovery ratio standard internazionali, si recupererebbe 1 miliardo di euro, risorse che basterebbero a coprire completamente le perdite subite dai titolari di obbligazioni subordinate”.

Per Altroconsumo, le responsabilità del management e delle autorità di controllo di cui sono state vittime i consumatori, devono comunque essere accertate.  Anche perché le risorse recuperate potrebbero essere usate a rimborso ancorché parziale dei piccoli azionisti. Nell’attesa che si faccia chiarezza e si vigili sul reale incasso di questi crediti, ai possessori di obbligazioni subordinate e vecchi azionisti andrebbero comunque assegnati warrant, una sorta di buoni di acquisto, a valere sul capitale delle nuove banche.

“Occorre inoltre – segnala Enrico Schenato, di Altroconsumo. – procedere alla ripartizione del fondo concepito dal governo e finanziato dal sistema bancario, ma sulla base di regole diverse. Si parla di arbitrato indipendente, ma se venisse fatta una valutazione tecnico-giuridica simile a quella che potrebbe fare un giudice non si arriverà a nessun risultato.  Altroconsumo rilancia il modello già adottato con Parmalat e i bond argentini, cioè commissioni paritetiche tra consumatori e Abi che rivalutino caso per caso l’adeguatezza dell’investimento proposto al consumatore”.

L’organizzazione raccomanda infine ai risparmiatori di non firmare proposte di cambiamento nei moduli Mifid, prosegue la raccolta delle testimonianze sul proprio sito ed invita il governo ad “emanare un decreto d’urgenza volto ad evitare sia di dover pagare il bollo di legge su titoli azionari ed obbligazioni subordinate andate perse, sia di non poter utilizzare le minusvalenze accumulate su questi titoli a fini fiscali”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *