sabato , 18 Settembre 2021

Province in default se non cambia la Legge di Stabilità

Le Province italiane saranno a rischio default, Vicenza inclusa, se non viene modificata la Legge di stabilità del prossimo anno, che prevede un taglio di 500 milioni di euro. I numeri del resto parlano chiaro: la Provincia di Vicenza ha entrate per 59 milioni di euro e tagli per 38 milioni di euro, 26 milioni di euro dalle manovre degli ultimi anni e 12 milioni di euro dalla manovra aggiuntiva del 2016. “In queste condizioni – ha commentato presidente Achille Variati, presidente della Provincia di Vicenza – il bilancio di previsione 2016 presenta un disavanzo di 12,7 milioni di euro e non potranno quindi essere garantiti neanche i servizi essenziali”.

Achille Variati
Achille Variati

E’ su questi presupposti che Variati, dopo aver scritto a tutti i deputati come presidente di Upi (Unione delle province italiane), si rivolge ai parlamentari vicentini, con una lettera aperta nella quale chiede loro di sostenere le proposte di modifica alla Legge di stabilità già licenziata dal Senato e in esame alla Camera.  “Vicenza è ente virtuoso – sottolinea – ha sempre rispettato i parametri di efficienza dettati dal Ministero dell’economia. Eppure si trova a non riuscire più a garantire la manutenzione di 1.300 km di strade, la sicurezza di 40 istituti scolastici superiori, l’istruzione di 40 mila studenti. Servizi essenziali che la legge di riforma ci ha affidato, ma di cui oggi non ci permette di occuparci per mancanza di risorse. E se non lo facciamo noi, non lo fa nessuno.”

Variati si fa portavoce della preoccupazione e della rabbia dei sindaci vicentini, che pretendono che le tutele delle aree metropolitane siano estese a tutti, per evitare di creare cittadini di serie A e B, “soprattutto se questi ultimi – evidenzia – da sempre partecipano attivamente e in maniera pesante al Pil e al benessere della nazione”. Le richieste dei sindaci sono chiare: incremento del contributo per strade e scuole; copertura delle spese per l’assistenza alla disabilità (che costa a Vicenza  quasi 1,9 milioni di euro); moratoria dei mutui accesi con la Cassa Depositi e Prestiti per il 2016 (che vale per Vicenza 1,4 milioni di euro).

“Noi sindaci – conclude Variati – abbiamo accettato di metterci alla guida delle Province senza percepire alcuna indennità lo vogliamo e lo possiamo fare, facendo di questo ente la casa dei Comuni per la gestione di funzioni di interesse sovracomunale. Ma chiediamo ai parlamentari di essere messi nelle condizioni di farlo.”

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