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Profughi, proteste e tensione a Cesuna. Nove arresti

Venerdì 18 dicembre – Momenti di tensione nel pomeriggio di oggi a Cesuna, all’albergo Tina, dove sono ospitati una trentina di profughi in una situazione che già nei mesi scorsi essi avevano definito disagiata. Ed oggi la protesta con qualche scontro con le forze dell’ordine e nove arresti tra i migranti. In maggioranza africani, i profughi finiti in manette sono provenienti dal Gambia, e l’arresto è scattato dopo che avevano aggredito i carabinieri accorsi su richiesta degli operatori della cooperativa Ecofficina che gestisce i rifugiati.

Tutto era cominciato poco prima, per vari motivi: per il protrarsi dei tempi di arrivo dei documenti dei giovani africani innanzitutto, ed anche perchè per qualcuno di loro sembra che non arriveranno mai. Del resto questi migranti avevano già protestato nei mesi scorsi, lamentandosi per una situazione di alloggio disagiata, per il freddo e per il cibo, ed avevano chiesto di essere spostati in un altro luogo.

Oggi appunto la scintilla che ha innescato l’incendio, con le veementi proteste dei rifugiati e l’arrivo dei carabinieri con parecchie pattuglie, per una ventina di militari in tutto. Si è comunque trattato di un episodio, forse più carico di tensione rispetto ai precedenti, ma sempre e solo l’ultimo di una aserie che va avanti da un po’ di tempo.

Altre proteste c’erano state nei giorni scorsi e, come dicevamo, anche qualche mese fa, più precisamente in ottobre, quando i giovani affricani scesero a Vicenza per protestare davanti alla Prefettura e furono anche ascoltati dai funzionari. Per quanto riguarda infine gli arrestati, verranno processati già domani per direttissima

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