venerdì , 17 Settembre 2021
Crack BpVi, il processo resta a Vicenza

Popolare di Vicenza, non si accusino i dipendenti

“Nella giornata di ieri, alcuni colleghi bancari della Banca Popolare di Vicenza sono stati formalmente indagati dalla Procura di Prato per gravi ipotesi di reato compiute nell’esercizio delle loro funzioni di dipendenti della banca. Non possiamo accettare che ricadano sui lavoratori oggi indagati le scelte gestionali e le responsabilità degli organismi deliberativi delle politiche aziendali”. E’ quanto si legge in apertura di una nota diffusa oggi da Fabi, First Cisl, Fisac Cgil e Unisin, il coordinamento sindacale più rappresentativo all’interno del gruppo bancario vicentino. Del resto si sono succedute a vari livelli, in questi giorni, le dichiarazioni di politici che si sono espressi sul delicato tema, a volte anche chiamando in causa direttamente i singoli lavoratori del credito per responsabilità “che sono invece – specificano i sindacati – da ricercare a livelli ben più alti, e che sono diretta conseguenza delle scelte dei consigli di amministrazione e del top management”.

“Più volte, anche in tempi non sospetti – ricordano i sindacati dei bancari -, alla vigilia degli ultimi aumenti di capitale, siamo intervenuti duramente contro le politiche commerciali della banca con una esplicita diffida, recapitata nel 2012 all’allora direttore generale Samuele Sorato, dal mettere in atto prassi aziendali in palese violazione con le norme civilistiche che vietano alle società di accordare prestiti e fornire garanzie per l’acquisto o la sottoscrizione di azioni proprie”. Le sigle sindacali ricordano, a questo punto, che “recentemente, il Tribunale civile di Vicenza, ha sentenziato che la scelta di attivare operazioni di finanziamento finalizzate all’acquisto di azioni proprie in BpVi sottostava ad una precisa e voluta scelta politica della società e che la situazione porta a ritenere che tutti gli organismi della banca ne fossero a conoscenza”.

la nota del coordinamento sindacale si conclude poi sottolineando che “molti dipendenti del gruppo hanno investito i loro risparmi in azioni della Banca Popolare di Vicenza e non è stato consentito loro di disinvestire, neanche piccole quote azionarie ed anche in presenza di esigenze personali documentate. Risulta invece che alcuni esponenti del Cda abbiano potuto cedere quote milionarie di azioni pochi mesi prima del loro deprezzamento. Gli stessi dipendenti si trovano ad affrontare oggi anche le riduzioni di organico previste dal nuovo piano industriale ed a pagare nuovamente anche sul piano occupazionale le scelte fallimentari operate dai vertici aziendali solo recentemente azzerati”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Aggiorna le impostazioni di tracciamento della pubblicità