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Popolare di Vicenza e sindacati, trattativa difficile

“Una trattativa difficile, con qualche piccolo spiraglio di luce”. Così il sindacato dei lavoratori Uilca in merito alla questione delle conseguenze che ci saranno per i dipendenti dopo le vicissitudini attraverso cui è passata quest’anno la Banca Popolare di Vicenza. La Uilca sta portando avanti trattative serrate con i vertici della banca, su tutte le procedure aperte, e cerca un accordo che tuteli quanto più possibile i lavoratori, quelli coinvolti nella drastica riduzione di organici ed anche chi rimarrà in servizio, in termini di tutele professionali e operative.

Per la Uilca sono importanti soprattutto alcuni aspetti, definiti anzi imprescindibili. “Riteniamo indispensabile – sottolinea infatti il sindacato – normare una fase di nuova e buona occupazione giovanile, che consenta un’efficace operatività senza un eccessivo incremento dei carichi di lavoro per il personale che resterà in servizio, già peraltro chiamato a fare fronte al profondo cambiamento del modello organizzativo. Serve inoltre un chiaro segnale di sociale a favore di un corretto ricambio generazionale. Per questo riteniamo che l’accordo debba prevedere tutte le assunzioni dichiarate dall’amministratore delegato, quindi, oltre alle 100 assunzioni proposte dall’azienda nella prima bozza di testo, abbiamo chiesto la stabilizzazione dei 65 lavoratori in servizio a tempo determinato e una assunzione per ogni dipendente che avrà accesso diretto alla pensione”.

La Uilca chiede inoltre che che vengano riconosciuti l’impegno ed i sacrifici profusi dai dipendenti, premiandoli anche per il loro contributo alla realizzazione del piano di impresa. “Abbiamo anche espresso preoccupazione – aggiunge poi la Uilca – per una possibile crescita di pressioni commerciali indebite e comportamenti impropri verso i lavoratori a seguito della nuova organizzazione della rete e degli obiettivi reddituali previsti in arco piano. Per questo abbiamo chiesto la condivisione di principi in termini etici e di rispetto dei lavoratori, in linea con quanto stabilito nel rinnovo del contratto nazionale e la definizione di una assidua e costante convocazione della Commissione già prevista dal nostro contratto integrativo su questo tema, che possa monitorare e denunciare eventuali violazioni del codice etico”.

“Troppe volte – conclude il sindacato dei bancari – abbiamo riscontrato in passato comportamenti border line, che ora vogliamo evitare. Da parte della Direzione, non abbiamo rilevato significativi segnali di avvicinamento utili alla finalizzazione di un Accordo. Ci riserviamo una doverosa e attenta analisi dell’impianto normativo proposto per procedere celermente nei prossimi incontri, previsti per il 15 e 16 dicembre. Ribadiamo la nostra disponibilità a trovare un’intesa che consenta il rilancio della banca in termini di sviluppo e consolidamento, una banca che faccia il suo lavoro sul territorio e che non diventi strumento di operazioni di finanza”.

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