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Da sinistra: Antonio Spirto, Serafino Angelo Ziglio, Marina Bergamin, Grazia Chisin, Gianfranco Refosco, Michela Vaccari, Michele Spione, Marco Carli
Da sinistra: Antonio Spirto, Serafino Angelo Ziglio, Marina Bergamin, Grazia Chisin, Gianfranco Refosco, Michela Vaccari, Michele Spione, Marco Carli

Legge di Stabilità, patronati a rischio. Sit-in di protesta

“Chiuso oggi per essere aperti domani”, questo lo slogan che caratterizzerà, venerdì 11 dicembre, l’iniziativa di protesta dei sindacati Cgil Cisl e Uil e delle Acli. Sarà un sit-in e si terrà davanti alla sede dell’Inps di Vicenza per chiedere che non venga penalizzato il lavoro dei patronati Inca, Inas Uiltal e Acli, che in Veneto sono riuniti sotto la sigla Ce.Pa. Alla protesta è anche unito un appello ai parlamentari . L’appuntamento, come dicevamo, è davanti alla sede vicentina dell’Inps, in viale Santi Felice e Fortunato, dalle 9 del mattino alle 12. I segretari di Cgil, Cisl e Uil e il presidente di Acli, assieme ai responsabili dei loro patronati, hanno anche chiesto un incontro al presidente provinciale Inps.

L’iniziativa è stata presentata oggi, a Vicenza, in una conferenza stampa tenuta dai segretari generali di Cgil Cisl e Uil vicentini, Marina Bergamin, Gianfranco Refosco e Grazia Chisin, e dal presidnete della Acli vicentine Serafino Angelo Ziglio. Presenti anche i responsabili dei singoli patronati: Marco Carli (Inca Cgil), Michela Vaccari (Inas Cisl), Michele Spione (Ital Uil), Antonio Spirto (Patronato Acli).

Ricordiamo che i patronati offrono servizi a titolo gratuito, a tutti, grazie a contributi che provengono da un fondo nel quale confluisce una piccola parte del prelievo previdenziale.  Non solo: per rimanere in vita, dopo i tagli nella finanziaria dello scorso anno (meno 35 milioni) vengono oggi sostenuti direttamente da altre risorse reperite dai sindacati stessi e dalle Acli. Un servizio dunque che può essere definito “welfare di prossimità”, già pagato, come dicevamo, dai lavoratori con un prelievo previdenziale in busta paga e che, a causa del taglio voluto dal Governo in un emendamento della legge di stabilità 2016 (altri 28 milioni in meno), rischia di diventare a pagamento.

I patronati, in provincia di Vicenza, hanno erogato nell’ultimo anno certificato, il 2013, più di 100 mile pratiche (area previdenza, danni lavoro e salute, prestazioni assistenziali); impiegano 64 operatori e sono presenti con 32 sedi in tutto il vicentino. Con i tagli previsti, il rischio è che il 25% dei lavoratori finiscano in esubero, e che i servizi non possano più essere erogati gratuitamente. “Si tratterebbe però di un controsenso – dicono sindacati e Acli – visto che si sostengono con soldi di lavoratori e pensionati e che lo Stato sta ritirando e contraendo i servizi di welfare. A maggior ragione quindi, questi fondi appartengono ai lavoratori e ai pensionati, che hanno diritto a ricevere questi servizi in forma gratuita”. Per saperne di più: www.tituteliamo.it.

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