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BpVi e Veneto Banca, la Regione vuole vederci chiaro

L’istituzione di una commissione d’inchiesta, in Consiglio regionale, affinché si faccia luce, sentendo banchieri e risparmiatori, sul come sono stati acquistati e ceduti i pacchetti azionari delle banche popolari venete oggi in crisi”. La proposta viene dalla Lega Nord, attraverso i capigruppo in Regione, Nicola Finco e Silvia Rizzotto, delle due liste che ad essa fanno riferimento. L’intento del Carroccio è chiaro: far si che l’Istituzione regionale diventi prima interlocutrice tra il sistema bancario e i comitati di risparmiatori. Finco e Rizzotto hanno depositato oggi la proposta “di deliberazione amministrativa che a norma dell’articolo 45 dello Statuto regionale istituisce una commissione consiliare speciale per far luce sui gravi fatti riguardanti in particolare Veneto Banca e Popolare Vicenza”.

“In base al testo presentato – spiegano i consiglieri regionali leghisti -, la commissione potrà acquisire dati e informazioni riguardanti i 205 mila correntisti e il numero delle loro azioni, ascoltandoli in audizione e verificando le modalità con cui sono stati offerti e ceduti i pacchetti azionari e obbligazionari. La commissione, che durerà due mesi, sarà composta da nove consiglieri regionali, cinque di maggioranza e 4 di minoranza, uno dei quali avrà la presidenza”.

“La politica veneta – hanno anche precisato Finco e Rizzotto -, non ha alcuna responsabilità nella crisi delle due banche, perché a più riprese i loro amministratori avevano rivendicato l’indipendenza da ogni governo, in particolare da quello locale, anche quando, due anni fa, il governatore Zaia aveva suggerito l’opportunità di una fusione per costituire un grande gruppo bancario veneto in grado di resistere ai mercati”.

“Detto questo – hanno poi concluso -, proprio per la sua storica indipendenza dal sistema, la Regione oggi può costituire la piattaforma giusta su cui dialogare, acquisendo la documentazione necessaria, soprattutto sui grandi movimenti azionari degli ultimi mesi, e facendo incontrare correntisti, obbligazionisti, imprese e amministratori. Certo, la Giustizia farà il suo corso, se sarà necessario, ma oggi abbiamo un problema cogente, che sono i 205 mila risparmiatori che stanno perdendo tutto e che si son visti crollare dell’80% il valore delle loro azioni”.

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