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La droga e i soldi rinvenuti dalla Polizia di Stato

Vicenza, sgominata banda di spacciatori

Si è conclusa con cinque arresti l’operazione della Polizia di Stato denominata “Jungle 2”, seguito di “Jungle” condotta sempre dalla Squadra Mobile nel 2014, che ha permesso di sgominare una banda dedita allo spaccio di eroina e hashish nel territorio vicentino. Il gruppo, formato da tunisini e italiani, avendo già passato guai per lo stesso tipo di reato, aveva adottato dei metodi per non farsi pizzicare dalle forze dell’ordine. In carcere sono finiti: i tunisini Wajdi Ben Frej, 26 anni, Saif Edine Kiati, 20 anni, Mouhamed Kiari Amen, 20 anni e Marwen Toujani di 26 anni, poi anche un’italiana, Marta Rizzello di 22 anni.

Bastavano, a loro avviso, dei piccoli accorgimenti come cambiare spesso il numero del cellulare e non agire in prima persona durante l’acquisto della droga. Invece non è bastato, perché gli agenti della Squadra Mobile di Vicenza, in collaborazione con quella di Padova, sono riusciti a risalire al gruppo. La banda si riforniva a Padova e poi smerciava la sostanza stupefacente a Vicenza, a domicilio, ma soprattutto nelle zone calde di viale Milano, via Firenze e Campo Marzo.

STUPEEra stato arruolato anche un tossicodipendente, un 53enne poi denunciato, che si era offerto di dare passaggi con la sua auto fino a Padova per portare in città il carico. Due dei soggetti arrestati Ben Frej e Toujani, sono volti noti alle forze dell’ordine. Ben Frej lo scorso 26 maggio era stato fermato a bordo di un’auto con 70 grammi di eroina, mentre viaggiava con la sua fidanzata, Marta Rizzello, e l’autista 53enne. Toujani invece era stato fermato, l’11 giugno, perché erano stati trovati 20 grammi di eroina nella sua abitazione.

Gli agenti hanno accertato un giro di affari cospicuo: nel dettaglio Ben Frej si è reso protagonista di ben 535 cessioni, per un valore totale di 20 mila euro, mentre Toujani di 116 cessioni per 4 mila euro. Ora è in corso la ricerca di un tunisino, fornitore padovano. Il blitz che ha permesso di eseguire gli arresti è scattato due giorni fa. Gli agenti della sezione antidroga si sono presentati a casa di Marta Rizzello, hanno suonato e hanno atteso fuori a lungo mentre dentro si sentivano dei rumori.

Quando la donna ha aperto la porta, in casa c’erano due tunisini che occupavano delle stanze, per la precisione Kiari e Amen. I poliziotti hanno eseguito una perquisizione trovando 670 euro in un cassetto. Le ricerche si sono poi spostate in camera da letto e lì, sotto dei coppi, hanno rinvenuto un chilogrammo di hashish, probabilmente nascosto proprio mentre loro attendevano fuori dalla porta dato che il sacchetto non presentava segni di umidità.

La perquisizione si è poi svolta in cucina dove sotto un battiscopa è stato trovato altro hashish già tagliato. I due tunisini presenti erano già stati fermati a Campo Marzo e Jesolo, e controllati, sempre per spaccio, più di una volta a Campo Marzo. Oltre all’hashish la banda spacciava anche eroina, per altro tagliata con una sostanza pericolosa per chi l’assume, tanto che a Torino ha forse causato la morte di una persona.

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