sabato , 15 Maggio 2021

Vicenza, sequestro al cantiere ex Cotorossi di Borgo Berga

Lottizzazione di Borgo Berga, a Vicenza di nuovo alla ribalta della cronaca. C’è stato infatti, nel pomeriggio di oggi, il sequestro di un’area a sud di quella dove sorgono il nuovo Tribunale di Vicenza e i grandi edifici ad esso adiacenti, l’area ex Cotorossi insomma. Il sequestro è stato operato dalla Guardia Forestale, su disposizione dell’Autorità giudiziaria. L’inchiesta della Procura della Repubblica di Vicenza da cui il sequestro di oggi ha preso le mosse, come si sa, è quella che vede indagato per abuso d’ufficio il direttore generale del Comune di Vicenza, Antonio Bortoli. Secondo la magistratura, garantendo nello strumento urbanistico la regolarità della massiccia edificazione, Bortoli avrebbe favorito, anche sul piano economico, i costruttori privati a danno del Comune.

Enrico Cappelletti
Enrico Cappelletti

A detta di molti, ed oggetto dell’indagine della Procura è, in buona sostanza, soprattutto il fatto che si sia costruito senza un adeguato approfondimento idrogeologico, necessario se non indispensabile invece, considerando che il mastodontico l’insediamento è sorto alla confluenza dei due fiumi della città. La Procura, con il sequestro di oggi, ha voluto quindi porre un argine a nuove costruzioni, che erano tra l’altro anche previste. La denuncia di quanto avvenuto nella lottizzazione di Borgo Berga è stata fin dall’inizio uno dei principali cavalli di battaglia del Movimento 5 Stelle di Vicenza, che infatti oggi, a sequestro praticamente ancora in corso, è subito intervenuto con una nota di commento del senatore vicentino Enrico Cappelletti.

“Ci battiamo da anni – scrive il parlamentare – perché venga detta una parola di verità sulle numerose irregolarità che hanno connotato la realizzazione di questo autentico sfregio alla città del Palladio. A questo fine abbiamo presentato una interrogazione parlamentare, abbiamo depositato esposti in Procura, all’Autorità nazionale anticorruzione ed alla Corte dei Conti. A seguito di questi esposti, e di altri presentati da comitati ed associazioni, é stato messo in mora il Consiglio comunale di Vicenza (quello del 2009), sono state effettuate perquisizioni e sequestri di materiale informatico”.

“Il sequestro del cantiere di oggi – conclude Cappelletti – è dunque solo l’ultimo provvedimento, benché forse il più importante. Ci auguriamo che ora si possa giungere in tempi brevi ad una definizione delle responsabilità, a partire da quelle più importanti, cioè quelle di ordine politico. Pur nella consapevolezza che buona parte delle strutture siano già state costruite e dunque il danno alla città potrà essere difficilmente recuperato, crediamo tuttavia che i cittadini di Vicenza abbiano il diritto di sapere tutta la verità sottostante alla realizzazione di questa enorme speculazione edilizia”

Un commento

  1. Fermare i lavori adesso significherebbe lasciare un vero sfregio alla città.
    Verificare la compatibilità col sito è doveroso, ma se appena si può, che almeno sia una costruzione finita, fruita e manutentata, non un cantiere fantasma!

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