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Famiglia dorme in auto, M5S: “Il Comune che fa?”

“Un dramma reale quello che sta vivendo una famiglia, con una bambina di 20 mesi, che vive da un anno in una automobile, a Vicenza. Il M5S intende, con una domanda di attualità, verificare se le strutture di prevenzione contro il degrado e a tutela dei minori della nostra città siano attive e come può essere sfuggita tale situazione a chi dovrebbe monitorare lo stato sociale del territorio”. Così Daniele Ferrari, consigliere comunale di Vicenza del Movimento 5 Stelle presentando la sua nuova richiesta affinché il consiglio comunale di Vicenza, che per altro si riunisce nei prossimi giorni, si occupi della drammatica situazione di questa famiglia, costretta a vivere in un auto parcheggiata nel seminterrato di un supermercato, famiglia nella quale, per di più, c’è una bambina molto piccola, di soli venti mesi.

Daniele Ferrarin
Daniele Ferrarin

Ferrin continua ricordando che Vicenza “affonda le sue radici nella solidarietà, messa a volte in discussione da forze politiche che dal disagio vogliono ricavare facile consenso. Le stesse – continua – che hanno contribuito negli ultimi vent’anni a predicare un facile liberismo. I continui tagli al sociale portano a queste situazioni e il Comune di Vicenza deve andare oltre le apparenze e affrontare concretamente le situazioni di grave disagio sociale”. Nella sua domanda di attualità, il consigliere chiede che si lavori per avere un quadro preciso della situazione, dato che al momento “l’assessore competente dice di non essere a conoscenza del fatto”.

Ferrarin chiede quindi “una verifica attenta dei passaggi informativi tra le strutture amministrative che operano nel territorio, di conoscere se e quanti interventi siano sono stati operati dal personale di Polizia locale per verificare questa situazione, se l’assessorato agli interventi sociali ha ricevuto risultanze di eventuali sopralluoghi, come si intenda, in tempi brevissimi, dare soluzione al problema di questa famiglia e cosa si intende fare per potenziare il servizio di presidio sociale sul territorio per prevenire situazioni come questa”.

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