venerdì , 22 Ottobre 2021

Valdagno, torna la rassegna dedicata alla filosofia

Ancora una volta Valdagno fa rima con filosofia. Dopo il successo delle passate edizioni, infatti, torna l’appuntamento con la stagione dedicata al pensiero e alla speculazione filosofica, che inizierà il primo dicembre e che affronterà il tema del dialogo interculturale. Il ciclo di incontri è organizzato dall’amministrazione comunale, in collaborazione con la Società filosofica italiana (Sfi), sezione vicentina, un’associazione che unisce professionisti della ricerca e dell’insegnamento a semplici cultori. Tutte le serate in programma sono ad ingresso libero e si terranno in sala Marzottini, in via Marzotto, a Valdagno, alle 20.30. Oltre che un aggiornamento per i docenti, gli incontri daranno diritto al riconoscimento di crediti formativi per gli studenti che parteciperanno.

Sarà il presidente della Sfi vicentina, Michele Di Cintio, ad inaugurare la rassegna 2015-2016, il primo dicembre, con una serata dal titolo Che cos’è il dialogo interculturale? Il ruolo della filosofia per il confronto e incontro di civiltà. Per quanto riguarda le altre serate, il 12 gennaio, la parola passerà ad Ylenia D’Autilia, che parlerà del Valore della sapienza orientale: confucianesimo e taoismo. Sarà sempre Ylenia D’Autilia a curare, il 19 gennaio, l’incontro Io e il mondo nel pensiero buddista.

Il 2 febbraio poi, Michele Lucivero condurrà una serata dedicata a Nuovi spunti per un dialogo interculturale tra Islam e Cristianesimo. A chiudere la rassegna, il 16 febbraio, sarà Di Cintio con un evento dedicato alla Saggezza africana e pellerossa: un confronto con l’Occidente sul senso della vita. In questa pagina, è possibile consultare una biografia dei relatori.

“La collaborazione con la sezione vicentina della Società filosofica italiana – ha commentato l’assessore alle politiche culturali del Comune di Valdagno, Michele Vencato – si rinnova anche quest’anno con nuovi incontri e nuovi temi su cui dibattere. Abbiamo voluto proporre diverse riflessioni per dare ai partecipanti gli strumenti per interpretare il contemporaneo, fuori dai sofismi preconfezionati dei salotti televisivi. Ne è emerso un messaggio sull’importanza di costruire un dialogo tra culture, per esaltarne i valori comuni e approfondire quelle che in modo fin troppo frettoloso definiamo differenze”.

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