Tav a Vicenza, associazioni e comitati fanno il punto

Lo scorso 23 novembre si è tenuto a Vicenza, a Palazzo Trissino, un incontro, convocato dall’amministrazione comunale sul tema del nodo vicentino dell’Alta Velocità ferroviaria, al quale hanno partecipato associazioni e comitati che, negli ultimi mesi e in vario modo, si sono occupati della questione. Dopo mesi di attesa e rimandi, il sindaco Variati ha deciso finalmente di aprire un dialogo con i comitati cittadini. Un cambio di registro frutto proprio di mobilitazioni, di assemblee pubbliche e di gruppi di studio che hanno evidenziato gli aspetti critici e soprattutto le contraddizioni di questa grande opera.

In dieci mesi abbiamo letteralmente colmato il vuoto informativo lasciato dall’amministrazione comunale, la quale invece, ha spinto il Consiglio comunale, il 13 gennaio scorso, ad un ingiustificato voto favorevole sullo studio di fattibilità prodotto dall’ingegner De Stavola per conto di Rfi, progetto che ha generato molte contestazioni da parte dei cittadini. Durante l’incontro dello scorso lunedì, il sindaco, dando ancora per scontato il quadruplicamento della linea (cosa invece per nulla evidente), ha presentato varie opzioni sulla costruzione delle opere collegate con l’infrastruttura ferroviaria, facendo presente che avrebbe chiesto un’analisi comparativa tra costi e benefici ai progettisti.

In molti hanno preso la parola, esprimendo richieste, consigli e dubbi. Dalla maggior parte degli interventi è emersa la necessità di un cambio di registro radicale nei confronti della valutazione dell’opportunità dell’opera, tenuto conto anche dei profondi cambiamenti imposti dalle scelte del governo. Si parte dalla convinzione che le risorse a copertura dell’infrastruttura non ci sono (né in vero ci sono mai state) e che, in funzione di questo, si va verso la scelta del rendere efficiente e modernamente adeguate le linee esistenti senza necessità di costruirne di nuove, evitando costi economici non sostenibili ed effetti ambientali e sociali dannosi non calcolabili, certamente superiori ai benefici.

In quest’ottica è stato ribadito l’importanza della cosiddetta “opzione zero”, prevista dalla legge, che richiede la Valutazione di impatto ambientale (Via), soluzione che consente di comparare le diverse proposte tecniche con quanto è oggi già funzionante, prevedendo solo miglioramenti sulla linea ferroviaria. Questa è la scelta già seguita da alcune regioni italiane, in particolare dal Friuli Venezia Giulia, che intende avvalersi di una tecnologia (“alta velocità virtuale”) che renderebbe più efficiente l’infrastruttura esistente evitando altro cemento e spreco di soldi pubblici. Data la validità della proposta, il Sindaco non ha potuto non prenderla in considerazione garantendo di presentarla ad Rfi.

Chiediamo quindi che quanto emerso da questo incontro sia reso subito pubblico e diventi patrimonio di tutti. Chiediamo inoltre che l’amministrazione compia atti formali, non di facciata ma capaci di misurare l’interesse a compiere scelte utili a tutta la città e non ai soliti pochi come sin qui è stato fatto. Per quanto ci riguarda, ora più che mai, è necessario continuare ad agire come abbiamo fatto, rafforzando la diffusione capillare delle informazioni in materia. Siamo riusciti ad aprire un dialogo con l’amministrazione comunale di Vicenza dopo tanta fatica, ma non diamo nulla per scontato. Siamo convinti che sia necessario tenere alto il livello di attenzione proprio perché gli impegni assunti non vengano disattesi.

Comitato Popolare dei Ferrovieri
Comitato Cittadini Vicenza Est
Civiltà del Verde
Out (Osservatorio Urbano Territoriale)

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