Tari e rifiuti speciali, chiesto un confronto con il Comune

Fa discutere, a Vicenza, il pagamento della Tari per chi produce rifiuti speciali. O meglio, Confesercenti Vicenza e la Federazione autonoma italiana benzinai (Faib) auspicano che se ne possa discutere, e attendono, per questo, un confronto con il Comune. All’orizzonte, infatti, c’è il rischio di una doppia tassazione a carico di quelle attività. Ma andiamo con ordine. La Tari è il tributo dovuto al Comune da cittadini, enti ed aziende, come pagamento del servizio di igiene urbana, che consiste nella raccolta e nello smaltimento dei rifiuti.

Una risoluzione ministeriale del 2014 sancisce che “nella determinazione della superficie assoggettabile alla Tari non si tiene conto di quella parte di essa ove si formano, in via continuativa e prevalente, rifiuti speciali, al cui smaltimento sono tenuti a provvedere, a proprie spese, i relativi produttori, a condizione che ne dimostrino l’avvenuto trattamento in conformità alla normativa vigente”. Sono un esempio di attività che producono rifiuti speciali, non assimilabili ai normali rifiuti urbani, macellerie, pescherie, gastronomie, lavaggisti, gommisti e distributori di carburanti.

Assoggettando le aree produttive di rifiuti speciali a Tari si darebbe, dunque, origine ad una ingiustificata doppia tassazione, dato che essi devono essere, come detto, smaltiti avvalendosi di privati e a spese dell’impresa. La risoluzione ministeriale afferma anche che, su tale fattispecie, il Comune non ha margini di discrezionalità.

Facendo l’esempio dei distributori di carburanti, la Faib di Vicenza, ha spiegato che, nel calcolo della superficie da tassare, non andrebbero comprese le aree del sotto-pensilina, generalmente riconosciute come aree di produzione di rifiuti speciali e nemmeno, per lo stesso motivo, le aree scoperte, come, ad esempio, quelle riservate al cambio dell’olio o quelle relative ad eventuali officine annesse o produttive di altri rifiuti speciali. Alla luce di queste indicazioni, i titolari delle nuove attività dovrebbero riportare nella dichiarazione la sola superficie assoggettabile alla Tari, mentre i titolari di attività già esistenti, dovrebbero presentare una dichiarazione di variazione delle superfici assoggettabili a Tari, escludendo le superfici produttive di rifiuti speciali.

Per evitare possibili contestazioni e contenziosi, Confesercenti e la Faib stanno inviando delle comunicazioni ai Comuni per cercare con loro una condivisione, in base alle linee tracciate dalla Risoluzione ministeriale. “Per quanto riguarda Vicenza – ha spiegato il presidente di Confesercenti, Vincenzo Tamborra -, il primo contatto con l’assessore ai tributi, Michela Cavalieri, risale al 26 giugno. Ma l’assessore Cavalieri ha richiesto, per competenza, anche un incontro con l’assessore alla progettazione, Antonio Dalla Pozza. Lì ci siamo bloccati, abbiamo sollecitato più volte un appuntamento, ma lo stiamo ancora aspettando. Lo scopo è quello di per poter verificare con l’amministrazione la condivisione della nostra richiesta e le giuste procedure da seguire”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Aggiorna le impostazioni di tracciamento della pubblicità