Soldi a chi ospita profughi. PrimaNoi: “Pecunia non olet”

Dal Comitato spontaneo di cittadini PrimaNoi riceviamo e pubblichiamo

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Venerdì sera ci sarà un consiglio comunale a Marano Vicentino, il cui ordine del giorno prevede in discussione il tema dell’accoglienza dei sedicenti profughi. Il paese, su disponibilità del sindaco, si è reso disponibile ad accogliere una ventina di stranieri. La famiglia che ospiterà i profughi riceverà un compenso mensile di 450 euro. Da quanto ne sappiamo questo modello di accoglienza sta per essere mutuato da Santorso (che in in dote ne ha già una cinquantina, quota ben oltre a quella fissata nel documento voluto dal Sindaco Balzi), mentre a Calvene l’amministrazione locale, congiuntamente alla parrocchia, ha diffuso un appello chiedendo ai cittadini la disponibilità di un alloggio.

Siamo al delirio di amministratori che con la scusa del pragmatismo si limitano a fare i burocrati cedendo alle pressioni del Prefetto. Invece di interrogarsi sull’utilità di aprire a simili iniziative, che non fanno altro che incentivare l’arrivo sui barconi dei giovani ragazzi africani, iniziative che tra l’altro offrono una pia illusione visto che il mercato del lavoro ai fini occupazionali rimane ingessato, si insiste con queste opere di assistenzialismo che generano una discriminate verso quei connazionali che si ritrovano a vivere una situazione di disagio economico prodotto da anni di recessione.

Mentre veneti ed italiani arrancano, i nostri politici pensano agli ultimi arrivati nascondendosi dietro l’emergenza profughi quando è palese a tutti che i ragazzi sbarcati in questi mesi rientrano in quel fenomeno che generalmente viene definito immigrazione per motivi economici. Se in Africa continuano a giungere notizie che l’Italia offre vitto e alloggio e pure qualche soldino, i giovani africani si sentiranno stimolati ad affrontare il pericoloso viaggio di cui a beneficiarne sono solo i mercanti di essere umani e le organizzazioni criminali tra cui quelle contigue al terrorismo jihadista.

Oltretutto, riteniamo che se di profughi si tratta, dovrebbe essere lo Stato ad occuparsene, evitando di delegare ai semplici cittadini un servizio che non è immune da rischi. Usare i soldi per indurre le famiglie ad ospitare in casa propria un richiedente asilo, è una forma di estorsione legalizzata propedeutica a fare leva sulle difficoltà economiche delle famiglie e non sul principio di solidarietà. Se si fa fatturato, non è solidarietà, è un affare, il che è altra cosa. Per questi e altri motivi, venerdì sera saremo in consiglio comunale per ascoltare quanto avrà da dire il sindaco Piera Moro.

Comitato spontaneo di cittadini PrimaNoi

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