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Padre Alex Zanotelli
Padre Alex Zanotelli

Vicenza, incontro con padre Alex Zanotelli

“Anche i fatti di questi giorni confermano l’urgenza e l’attualità di una convivenza mondiale che veda la condivisione di alcuni valori di base, come il rispetto dalla dignità della persona e delle diversità culturali e religiose e la cura della ‘casa comune’, intesa come equilibrio di economie, di culture, di progettualità e risorse che permettano a tutti di guardare al futuro proprio e dei propri figli. Sta in questo il senso del sottotitolo, educarci ad uno stile di vita sostenibile, equo e fraterno, che abbiamo scelto per l’appuntamento di sabato prossimo, che si colloca dentro a quella corposa e significativa riflessione che Papa Francesco, con la sua enciclica Laudato Si’, ha rivolto al mondo intero”.

Sono le parole con cui don Giovanni Sandonà, direttore della Caritas Vicentina, riassume il senso dell’incontro con padre Alex Zanotelli che si terrà a Vicenza domani, sabato 21 novembre, nel Teatro del Seminario Vescovile. L’appuntamento è per le 14,30, e corre l’obbligo di segnalare che l’entrata per accedere alla sala dell’incontro è solo da Via Rodolfi, di fronte all’ingresso del pronto soccorso dell’Ospedale. Altrettanto vale per il parcheggio auto.

Padre Zanotelli, missionario comboniano di origini trentine, da almeno trent’anni sostiene la medesima visione dell’Enciclica di Papa Francesco, e ne è diventato testimone autorevole e coerente. L’incontro è aperto a tutti e costituisce  la terza proposta di formazione permanente proposta dalla Caritas stessa nel corso di questo anno pastorale. Il tema, in questa tappa, tocca infatti l’ambito socio culturale, ovvero, come dicevamo, la cura della Casa Comune e come educarsi ad uno stile di vita sostenibile, equo e fraterno.

Padre Alex Zanotelli, missionario comboniano, ha operato prima in Sudan, poi come direttore della rivista Nigrizia, dal 1978 al 1987, quando ha dovuto lasciare l’incarico per il suo infaticabile e scomodo impegno nel denunciare le ingiustizie. Dal 1994 al 2002 ha vissuto in Kenia, a Nairobi, nella baraccopoli di Korogocho, sempre “al servizio dell’Africa”, in particolare dando voce a chi è senza voce, per una “critica radicale al sistema politico economico del nord del mondo che crea al sud sempre nuova miseria e distrugge i valori africani più belli, autentici e profondi”.

E’ rientrato in Italia nel 2002 e da allora opera nel rione Sanità di Napoli. Da sempre ha saputo prendere posizioni precise e imporsi all’opinione pubblica italiana, affrontando i temi del commercio delle armi, della cooperazione allo sviluppo, affaristica e lottizzata, dell’apartheid sudafricano. È stato anche tra i fondatori del movimento “Beati i costruttori di pace”, con cui ha condotto molte battaglie in nome della cultura della mondialità e per i diritti dei popoli.
 Collabora, oltre che con Nigrizia, con la rivista Mosaico di Pace, pubblicata da Pax Christi.

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