“L’interno della Chiesa degli Eremitani, a Padova" - Foto: I, Sailko, Wikipedia (CC BY 2.5)
“L’interno della Chiesa degli Eremitani, a Padova" - Foto: I, Sailko, Wikipedia (CC BY 2.5)

Padova, un concerto per le vittime di Parigi

Tutte le più importanti istituzioni musicali della città di Padova, e non solo, unite per la pace, ricordando le vittime di Parigi, in particolar modo la giovane veneziana Valeria Solesin. Questo il senso del grande concerto promosso dal Conservatorio di Padova che proporrà il Requiem di Mozart per soli, coro e orchestra, nella serata di giovedì, alle 21.15, nella chiesa degli Eremitani a Padova. A dirigere l’orchestra formata da oltre duecento fra musicisti e coristi, il maestro Giuliano Medeossi.

pace-eiffel“L’idea alla base di questa iniziativa – piega una nota di presentazione dell’iniziativa – è che la musica, intesa come linguaggio comune alla specie umana, possa non solo sublimare la sofferenza ma anche contribuire a gettare le fondamenta di un mondo senza terrore. La musica ha la caratteristica intrinseca di sottolineare gli eventi in modo che essi si trasformino in memoriali. Il memoriale è per l’umanità un monito, è una esortazione affinché ciò che accade di esecrabile nella storia dell’umanità non abbia da ripetersi mai più. La musica, fin dalle origini del genere umano è anche unguento per lenire le ferite dell’anima, come si può ben comprendere dal Mito di Orfeo. Il grande compositore e direttore d’orchestra Leonard Bernstein ebbe a dire: La nostra risposta alla violenza sarà fare musica più intensivamente, in modo più bello, più devoto che mai”.

“Il Requiem in re minore K626 è l’ultima composizione, incompiuta, del genio di Salisburgo ed è, tra i brani mozartiani, forse quello più tragico, quello più coinvolgente dal punto di vista emotivo. E’ intriso di un sentimento di inevitabilità, forse perché composto nei giorni immediatamente precedenti alla morte di Mozart. Accanto a questo sentimento, è possibile però percepire in modo chiaro (in particolar modo nella Sequentia) il comune destino dell’umanità che, si badi bene, non è solo la morte ma anche la possibilità della risurrezione, del riscatto nei confronti della sostanziale miseria che accomuna tutti noi”.

“Nell’Offertorium per esempio si legge: A te, o Signore, offerte e preghiere offriamo con lodi. Ricevile in favore di quelle anime, delle quali oggi facciamo memoria: falle, o Signore, passare dalla morte alla vita, che un tempo hai promesso ad Abramo e alla sua stirpe. Facile comprendere che quando si parla della Stirpe di Abramo si intendono le tre Religioni monoteiste, ovvero l’Ebraismo, il Cristianesimo e l’Islam quindi, in un certo senso, quasi tutta l’umanità, creata per passare dall’oscurità alla luce”. Il concerto è ad ingresso libero fino ad esaurimento posti.

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