Montecchio Maggiore, non piace il Piano degli Interventi

“Questo Piano degli interventi è un ennesimo smacco a tutti gli operatori della piccola e media distribuzione dell’area, e una dimostrazione, nei fatti, che l’amministrazione comunale di Montecchio Maggiore non ha a cuore la salvaguardia del servizio di prossimità offerto ai cittadini e la sorte delle imprese del commercio, nonché delle persone che vi lavorano”. Questo il commento di Ernesto Boschiero, direttore della Confcommercio di Vicenza, sul Piano degli interventi, da 155 mila metri quadrati, approvato martedì dal Consiglio comunale di Montecchio Maggiore, e che prevede circa 25mila metri quadri di strutture di vendita. Ora se ne attende la pubblicazione ufficiale e dopo i previsti 30 giorni l’associazione presenterà le sue osservazioni.

Ernesto Boschiero
Ernesto Boschiero

Ma fin da subito la bocciatura è totale. Non conoscendo quali saranno le destinazioni future delle superfici realizzate, l’attenzione va tutta all’unica certezza: l’apertura di un ipermercato Tosano che occuperà uno spazio di cinquemila metri quadrati ,ai confini tra Montecchio Maggiore e Altavilla Vicentina. “Se a questo aggiungiamo che il Tosano aprirà un altro supermercato di 2.500 metri quadrati pochi chilometri più ad ovest – sottolinea Boschiero -, il risultato sarà quello di fare terra bruciata di tutte le attività alimentari in un’area che va dalla periferia di Vicenza fino ad Arzignano”. Tutto questo, con quale ritorno per il tessuto socio economico del territorio? Poco o nulla, secondo Confcommercio, perché i “quattro milioni di euro in opere che rappresentano la contropartita dei privati per il permesso di costruire, in verità, saranno quasi tutti usati per migliorare la viabilità in modo funzionale ai nuovi insediamenti commerciali previsti”.

“Dire che con gli oneri integrativi il Comune aiuterà i negozi di vicinato è una presa in giro – rincara il direttore della Confcommercio di Vicenza –, perché con una mano si contribuisce a distruggere il tessuto distributivo autorizzando le ennesime cattedrali dello shopping e con l’altra si “getta” qualche briciola ai negozianti per scaricarsi la coscienza. Spiace, ma la tutela del ruolo essenziale degli esercizi di vicinato si fa in altro modo”.

Confcommercio Vicenza sottolinea poi i propri dubbi sulla legittimità del Piano degli interventi appena approvato, che trova la sua giustificazione nel Master Plan Vi.Ver, a sua volta oggetto di un ricorso al Tar presentato dalla stessa Associazione di categoria nel febbraio del 2013. In sostanza, secondo la Confcommercio provinciale, “il Vi.Ver non avrebbe rispettato la previsione normativa secondo cui, nelle strade mercato, l’insediamento di grandi strutture di vendita o parchi commerciali deve avvenire tramite un Pati tematico (Piano di assetto del territorio intercomunale), vale a dire un accordo tra tutti i comuni coinvolti e un confronto con le associazioni economiche e sociali”.

“Il Progetto Vi.Ver, invece conclude l’associazione dei commercianti -, ha saltato a piè pari questi paletti, grazie ad una decisione dell’allora commissario straordinario della Provincia Attilio Schneck, che consentiva ai comuni di decidere liberamente di approvare la nascita di nuove grandi strutture di vendita, senza la necessità di valutarne l’impatto su un territorio più ampio. Nasce proprio da questo falla aperta dalla Provincia, la possibilità di un singolo comune di decidere il via libera ad insediamenti i cui riflessi economici e sociali si abbattono in un’area vasta. Con buona pace della necessaria e auspicata programmazione urbanistico commerciale”.

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