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Inquinamento atmosferico in Val Padana in una foto satellitare della Nasa
Inquinamento atmosferico in Val Padana in una foto satellitare della Nasa

Inquinamento, Provincia e Arpav fanno il punto

Aria pesante nella sala del consiglio di Palazzo Nievo, a Vicenza. A tenere banco, non sono stati affari politici, ma questioni di inquinamento. Dopo che, in città, si è registrato il settantesimo sforamento, l’undicesimo consecutivo, dei limiti di Pm10, la Provincia di Vicenza e Arpav hanno convocato un tavolo zonale, proprio per fare il punto sulla situazione dell’inquinamento locale e per valutare le misure più efficaci da adottare a riguardo. Durante l’incontro, al quale hanno partecipato diciannove comuni e le Ulss del territorio, è stata ribadita la necessità di adottare un piano d’azione condiviso, visto che i continui sforamenti testimoniano che nebbia e polveri sottili in Val Padana danno a Vicenza un primato poco lusinghiero.

Pensare che, appena qualche giorno fa, avevamo dato la notizia che la città del Palladio aveva scalato sette posizioni, dal 53° al 46° posto, nel rapporto di Legambiente sulla vivibilità ambientale in 104 capoluoghi di provincia italiani. Avevamo anche sottolineato, però, come le frequenti piogge del 2014 avessero avuto un importante ruolo in questo avanzamento, contribuendo alla dispersione degli inquinanti. Tornando al presente, durante il Tavolo, è emerso che per migliorare la situazione non sono più sufficienti i provvedimenti che le amministrazioni locali hanno già adottato (blocchi del traffico, controlli sugli impianti di riscaldamento). Sono necessarie azioni integrate e condivise che mirino ad ottenere, nel medio-lungo periodo, un progressivo risanamento della qualità dell’aria.

Rientrano tra queste, ad esempio, l’adozione di regolamenti per promuovere l’edilizia sostenibile, la certificazione energetica degli edifici e la regolamentazione delle procedure, il divieto di uso di olio combustibile in ambito civile, il divieto di climatizzazione di cantine, box, depositi e scale sia d’estate sia d’inverno, la creazioni di zone Ztl e aree pedonali e di Lez (Low Emission Zone), e l’adozione di Put, Pum e Pums, che sono i vari piani urbani di mobilità. Buona norma è anche il non bruciare sterpaglie e rami nei mesi da ottobre a marzo compresi.

Dall’incontro, è emerso come non si tratti di imposizioni, ma di raccomandazioni, anche se si auspica che le singole amministrazioni si adoperino per recepirle. “Caminetti aperti e focolai, ad esempio, – ha precisato Ugo Pretto, direttore chimico di Arpav – generano una combustione incontrollata”. È dunque necessaria una sensibilità comune. “Per questo – ha sottolineato il presidente della provincia, Achille Variati – il nostro ente deve diventare sempre di più la Casa dei sindaci. Non è più tempo di risposte estemporanee, il territorio, anche nelle parti che sembrano non toccate dalle questioni, deve fare squadra e rete. I campanili sono belli, ma non rispondono più ad una logica amministrativa efficace ed efficiente e la provincia resta l’ente di coordinamento più vicino ai sindaci, dai quali attendiamo suggerimenti e proposte, da condividere assieme”.

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