Nella foto, un momento di una lezione al museo civico
Un momento di una lezione di danza e movimento al museo civico di Bassano

Giornata contro il parkinson, iniziative a Bassano

Il 29 novembre, al museo civico di Bassano del Grappa, si danzerà contro il parkinson. L’amministrazione comunale, con la Casa della danza – Centro per la scena contemporanea (Csc), aderisce infatti alla Giornata nazionale parkinson, che ricorre proprio domenica prossima, e promuove un pomeriggio, dalle 15 alle 17, di performances artistiche, aperto a tutti. A famiglie, a over sessanta, a persone affette dal morbo di parkinson, a medici, a personale infermieristico, a terapeuti, ad insegnanti, ma anche a semplici curiosi. L’appuntamento sarà un’occasione per capire il progetto Dance and health with Parkinson, del Csc, che si sviluppa da tre anni nelle sale del museo civico e che, attualmente, si svolge, ogni lunedì e venerdì dalle 9.30, con lezioni gratuite di danza e movimento, della durata di circa un’ora.

Questo progetto, nato sulla base delle esperienze sviluppate in Olanda e sostenuto da Otb, Only the brave foundation, della famiglia Rosso, si basa sull’impatto salutare che la pratica artistica della danza, portata avanti in maniera regolare, può avere sul sistema neurologico, sulle prestazioni fisiche e anche sullo sviluppo della malattia. Il fine è l’arte, attraverso l’espressione del proprio corpo. I benefici di tipo medico, ginnico, sociale, di intrattenimento, per quanto importanti, sono aspetti secondari.

I partecipanti sono anche danzatori, ed è proprio come tali che affrontano l’impegno, non come persone ammalate di parkinson né come anziani. Il gruppo viene percepito dai membri come una vera e propria compagnia di danza. Un altro elemento fondamentale è l’ambiente, che è parte integrante del progetto. Il museo civico, in quanto sede di un’attività artistica, è fonte di inspirazione e non ha nulla a che fare con ambienti ospedalieri o palestre.

Un’altra linea guida del progetto è che le classi sono miste, vale a dire aperte a tutti. A persone con il parkinson, ma anche ad accompagnatori, a giovani, ad anziani, a ballerini e a coreografi. Il fatto di avere un gruppo misto permette la crescita collettiva, il sostegno reciproco, genera inclusione e, soprattutto, non ghettizza. Non va poi dimenticato che il movimento, di per sé, è comunque un’attività di prevenzione.

Nel tempo i parkinson dancer hanno partecipato a numerose attività. Dalle performances per la giornata mondiale della danza, al lavoro con i danzatori di Scapino Ballet per Pearl, ai progetti site specific per Arte Sella, a quelli per le cycling dance, agli appuntamenti di danza urbana in centro storico a Bassano. Vanno ricordate anche le partecipazioni al progetto coreografico di Sharon Fridman In memoriam e al progetto Armare un Uomo di Dario Tortorelli, inseriti nel cartellone di Operaestate.

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