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Giornata contro la violenza sulle donne a Montecchio

Montecchio Maggiore celebra la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, che ricorre il 25 novembre, con lo spettacolo teatrale “I saperi delle donne – Chi ci ha rubato il tempo e la memoria?”, per la regia di Ketti Grunchi e il disegno luci di Iuri Pevere. Questa rappresentazione è proposta dall’assessorato alle pari opportunità e dall’associazione femminile La Clessidra e andrà in scena sabato 28 novembre, alle 21, al teatro S. Antonio. Il biglietto d’ingresso, a 10 euro, è già in prevendita all’ufficio cultura del Comune di Montecchio Maggiore, all’Informagiovani, ad Alte, al Bar Roma e nel negozio biologico La madre terra. Tutto il ricavato sarà devoluto a progetti in favore delle donne.

Lo spettacolo nasce da un’attività laboratoriale in cui le partecipanti, che si sono date il nome di Follia Organizzata, hanno condiviso i loro saperi, lo studio delle vite di grandi donne e la ricerca di saperi femminili dimenticati. Il messaggio che si vuole trasmettere è, come si legge in una nota di presentazione dell’evento, che “se i saperi femminili vengono dimenticati, oscurati, depotenziati, inibiti, fraintesi, sottovalutati, non compresi dalla società, ma anche dalle stesse donne, è tutta la comunità che perde qualcosa”. La rappresentazione, quindi, onorerà e celebrerà i saperi femminili, quelli semplici e quotidiani, quelli antichi, quelli geniali e illuminati, ma anche quelli controcorrente.

“Lo spettacolo che andrà in scena – ha commentato il sindaco di Montecchio, Milena Cecchetto – è un’importante occasione di riflessione su tutto ciò che le donne sanno offrire alla società. Pensiamo alle nostre madri e a tutte quelle conoscenze, tramandate di generazione in generazione, che loro ci hanno trasmesso con infinito amore e che non vogliamo vengano perdute”.

“Le pari opportunità – ha aggiunto l’assessore alle pari opportunità, Maria Paola Stocchero – passano anche attraverso la valorizzazione delle competenze che ogni donna possiede e che spesso vengono accantonate o sottovalutate dalla società. Spesso assistiamo ad una sorta di snobismo nei confronti delle donne ed è proprio contro questo atteggiamento che dobbiamo combattere”.

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