Della parità di genere e della violenza sulle donne

La violenza sulle donne è strettamente connessa al rapporto tra i generi ed è uno dei modi in cui il genere maschile si è imposto storicamente su quello femminile. Una ogni due giorni è il numero delle donne vittime di violenza domestica in Italia. Mogli, fidanzate, amanti, figlie e sorelle che hanno perso la vita per mano di quello che consideravano il proprio compagno, proprio padre o fratello. Nel mondo muoiono più donne per maltrattamenti che per cancro: un bollettino che si aggiorna di continuo.

Grazia Chisin
Grazia Chisin

Un triste primato quello che spetta al nostro territorio, la violenza nel Veneto è aumentata del 34,3% quasi 3 punti percentuale sopra la media dell’Italia. Molte sono le donne che si sono rivolte ai centri antiviolenza circa 1946, e la violenza si figura in: vittime di violenza psicologica, di violenza fisica, di violenza economica ,di stalking e violenza sessuale . Quasi la totalità dei casi avvengono ancora dentro le mura domestiche per il 93%. Alla base di tale fenomeno ci sono uomini che non crescono e restano inchiodati a stereotipi culturali vecchi, dietro ai quali la donna è colei che subisce e viene sottomessa dal maschio. Di contro ci troviamo davanti a donne sempre più mobili all’interno del tessuto sociale, che crescono e che cercano l’emancipazione da questo modello. Per fortuna anche le forze dell’ordine incominciano ad essere più attive in questo campo, si tratta spesso di un impegno discontinuo. Da tempo tutte le associazioni sensibili a questo problema chiedono da tempo che venga istituito un tavolo di lavoro per proporre una legge organica di contrasto al fenomeno.

Non solo ma i centri antiviolenza, le case protette, sono sedi di riferimento e di aiuto importanti per le donne. Però nel Veneto non si è riusciti ad erogare tutti i fondi stanziati tramite bando per carenze di strutture idonee all’accoglienza . un paradosso, considerato il problema della continuità dei fondi per molti centri in Italia . a questo punto serve una mappatura accurata dei centri antiviolenza e fondi adeguati per il loro funzionamento. La crisi economico-finanziaria ha peggiorato l’aspetto reddituale della famiglia, per colpa della perdita dei posti di lavoro, c’è maggiore povertà e disagio sociale dove purtroppo la violenza , ancora una volta si è presentata nel suo aspetto peggiore.

A preoccupare è l’età relativamente giovane delle vittime: ed estremamente importante saper cogliere all’interno della relazione i segnali di un atteggiamento “malato”. Non bisogna trascurare uno schiaffo o una litigata al di sopra delle righe, potrebbero essere elementi importanti per evitare il peggio. Nel nostro Pese siamo in presenza di fenomeni di violenza giovanile preoccupanti. Stiamo allevando una generazione di ragazzi violenti e prepotenti che, spesso cedono alla logica della prevaricazione senza andare per il sottile. Fenomeni di bullismo che tendono a radicarsi e trasformarsi in episodi di violenza all’interno delle mura domestiche e nella scuola. Credo che la scuola sia il luogo deputato per iniziare a diffondere la cultura della prevenzione. Sin da giovanissimi perché sono convinta che bisogna iniziare dai giovani, perciò dovremmo intervenire nelle scuole per divulgare una cultura contro la violenza.

Grazia ChisinConsigliera di parità della provincia di Vicenza

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