sabato , 15 Maggio 2021

Confcommercio Vicenza: “Atti concreti contro la criminalità”

“La misura è colma e la paura è che di fronte al ripetersi di questi fatti di cronaca, senza che si intervenga per evitare il dramma, cittadini e negozianti si sentano abbandonati al caso e decidano di badare da sé alla propria sicurezza. Insomma alla fine ci accorgiamo che invece di far rispettare la legge a questi criminali, sono i criminali che impongono a noi la legge dell’occhio per occhio, dente per dente ”.

Nicola Piccolo, presidente della sezione 6 Confcommercio, che rappresenta, tra le altre, anche le attività del commercio, turismo e servizi di corso Santi Felice e Fortunato, Viale Milano e Via Firenze, è amareggiato e preoccupato per la nuova ondata di violenza che interessa la zona. Nei giorni scorsi infatti, nella zona c’è stato un episodio che è parso soprattutto una resa dei conti maturata nell’ambito della piccola criminalità gestita da immigrati, con due giovani, un tunisino ed un siriano, aggrediti da altri immigrati e feriti superficialmente con armi da taglio.

“Benissimo l’arrivo delle telecamere da noi più volte richieste – continua Piccolo, commentando la situazione, – bene le ordinanze anti alcol, però qui non basta una presenza virtuale della giustizia, non basta sapere che siamo guardati da occhi elettronici. Vogliamo anche la presenza concreta e tangibile e soprattutto costante, di chi è preposto alla sicurezza. Questi delinquenti vanno presi e buttati in galera e, se il giorno dopo sono fuori per un sistema giudiziario che non funziona, bisogna riprenderli e ributtarli in galera. Anche ogni giorno se serve”.

L’esasperazione dei cittadini e di chi ha attività commerciali porta infatti con sé anche un altro rischio: che la gente abbandoni la zona e le attività gettino la spugna trasferendosi altrove o chiudendo. “Questo vorrebbe dire – ammonisce il presidente della sezione 6 Confcommercio – lasciare campo libero a questa gentaglia, creare una città nella città, dove le persone oneste sono escluse per lasciare spazio ai facinorosi, che vivono di espedienti, o peggio, di crimini”.

“Noi volevamo evitare tutto questo – conclude Piccolo -, quando abbiamo anche sostenuto le spese, come Associazione di Categoria, per consentire l’insediamento in viale Milano dell’ufficio sicurezza del Comune. Non l’abbiamo fatto per sentirci semplicemente dire dall’assessore Dario Rotondi che la strada per ripulire la zona non è facile né breve, questo lo sappiamo anche noi. L’abbiamo fatto perché chi è preposto trovi le soluzioni adeguate. A questo punto lo faccia subito, istituendo un presidio fisso in tutta la zona, come abbiamo chiesto da troppo tempo senza essere ascoltati. O dobbiamo aspettare che ci scappi il morto?”

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