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Caio Tito docet… Lettera al sindaco di Vicenza

“La mia tesi, che è poi la stessa del ministro Giovannini nel campo del contrasto alla povertà, è questa: se sei un cittadino veramente povero, bisognoso di aiuti economici, se non sei inabile al lavoro, finché non trovi lavoro per tornare all’autonomia, ti metti volontariamente a disposizione per progetti di lavori socialmente utili in cambio dell’aiuto della comunità. Se non c’è questo concetto di reciprocità siamo nella vecchia concezione stantia dell’assistenzialismo che ha prodotto tanti danni in questo Paese. A quanti si rifiuteranno pur essendo in grado di lavorare, non garantiremo gli aiuti per poter vivere nella propria casa e li inviteremo a servirsi dell’albergo cittadino”.

Sono le parole del sindaco Achille Variati a Radio 24, pronunciate il 28 gennaio 2014. Dalle cronache apprendiamo, con rammarico e preoccupazione, di una famiglia, padre, madre e bambina di 20 mesi, costretti loro malgrado a vivere in un’auto parcheggiata nel seminterrato del supermercato Interspar, tra viale Crispi e via del mercato Nuovo. Il capofamiglia, il povero signor X, disoccupato, dacché l’azienda per cui lavorava ha chiuso i battenti, non ce la fa più, il caso è noto da tempo ai servizi sociali del comune che, dopo attente indagini, studi approfonditi e accurate analisi, non hanno trovato di meglio che proporre alla famiglia in questione un soggiorno presso l’albergo cittadino. Si, avete capito bene, l’albergo cittadino, rifugio di tossicodipendenti, alcolizzati e vagabondi (pardon, gente senza fissa dimora).

Insomma, il luogo ideale per ospitare una famiglia, ancor più un’infante di venti mesi, un luogo igienico (ce le ricordiamo tutti le recenti disinfestazioni contro pidocchi e zecche), ricco di attività ludiche adatte a stimolare lo sviluppo psicofisico di una bambina in tenera età. Non parliamo poi del vitto, una bontà! Il pediatra sempre presente, le vaccinazioni nei tempi prescritti.

Ecco, sindaco Variati e assessore Sala, dopo che vi siete fatti in quattro per pagare le bollette ai nomadi inadempienti, messo in piedi un progetto per ospitare tramite l’Ipab i rifugiati e i richiedenti asilo, potreste pensare anche a casi come questo? Forse non sono abbastanza indigenti, non si sa mai, possedendo un auto… Vorremmo che questa famigliola potesse avere più che una stalla, un bue ed un asinello. Noi, dal canto nostro, ci stiamo organizzando per una racolta fondi. E’ aperta anche a voi, non si sa mai, magari potreste rinunciare a qualche gettone di presenza. Caio Tito, signor sindaco, è quello che ha detto “Verba volant, scripta manent”. Buon Natale.

Vicenza ai Vicentini

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