Bassano, presentata la rete civica “Veneto in Movimento”

Viene presentata questa sera a Bassano del Grappa, più precisamente a Cassola, al Glamour Hotel, alle 20, l’associazione di rete civica “Veneto in Movimento”. A diffusione ed appartenenza regionale, la nuova associazione, che nel vicentino è guidata dall’ex sindaco di Cassola Silvia Pasinato, è già dotata di una sua organizzazione in ogni provincia veneta, attraverso rappresentanti che provengono dal mondo delle istituzioni, degli enti locali, delle professioni e da cittadini che desiderano impegnarsi per il bene comune.

“L’associazione – si legge in una nota dei responsabili della rete – nasce dall’esigenza di individuare nuovi scenari propositivi nella politica veneta, e a tutela del Veneto a livello nazionale. La classe politica che oggi dovrebbe ben gestire le problematiche territoriali e sociali non garantisce, non sa garantire, l’impegno sociale, non sa cos’è il ruolo di rappresentanza. La gestione dei problemi, quelli veri, viene affrontata solo attraverso slogan e urla, parlando alla pancia delle persone e non alla testa”. Alleghiamo anche la locandina con la scaletta della serata di presentazione.

“Non ci stiamo – continuano – a vedere gestire il Veneto in questo modo: il Veneto ha valore, civico, che risiede nelle peculiarità di ogni persona che di questa regione fa parte.  Ne sono un esempio i vari problemi irrisolti, affrontati semplicemente scendendo in piazza e partecipando ad azioni dimostrative, come se il ruolo di governatore della Regione si limitasse o si riducesse a questo. Stare dalla parte della gente non vuol dire andare alle sagre, fare il giro dei mercati mattutini e partecipare alle manifestazioni di contestazione. Stare dalla parte della gente vuol dire lavorare in modo serio, fattivo, concreto, per portare risultati, per risolvere i problemi”.

“Ora, ci troviamo ad analizzare la riforma della sanità che la Regione veneto sta approntando. Una riforma che produce l’effetto di retrocedere alcune strutture ospedaliere da Uls a distretto, con la perdita del direttore generale e senza benefici economici apprezzabili, perché quasi tutti i direttori generali sono già dipendenti Uls e quindi continueranno ad essere pagati con i soldi dei veneti. E poi, un solo direttore generale per la provincia di Vicenza, come potrà gestire 800 mila abitanti dando risposte ai bisogni? A detta della maggioranza in Regione questa riforma non produrrà effetti negativi, ma risparmi di spesa. Specchietto per le allodole diciamo noi, parlare alla pancia anziché alla testa. E magari poi si scopre che con questa riforma i risparmi saranno minimi, ma si agevoleranno le Uls meno virtuose in quanto i loro debiti verranno spalmati su quelle virtuose. Un beneficio per i veneti o un artifizio contabile?”

“Il nuovo centralismo che si profila e soprattutto lo schiacciamento del versante territoriale sociale sul sanitario non possono che essere argomento di una più ampia riflessione che investe tutte le famiglie, il loro benessere, la tranquillità, specialmente quelle con anziani o con problemi di disagio. Ma non finisce qua: ci siamo chiesti, perché i nostri consiglieri e assessori regionali perdono l’occasione per varare l’Usl del territorio pedemontano? (Facendola peraltro coincidere con il territorio della proposta del nuovo Tribunale pedemontano). La politica per slogan, promesse, senza risultati, determina in noi questa domanda: il Tribunale pedemontano è una vera possibilità o un miraggio posto in campagna elettorale per attrarre consensi facili?”

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